Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria
Il rapporto Ocse boccia Quota 100 e critica il reddito di cittadinanza. Di Maio: "Facessero l'austerity a casa loro"

La relazione sull'Italia invita addirittura a cancellare la riforma pensionistica mantenendo il rapporto tra età pensionabile e speranza di vita. E ritiene che il Rdc non produrrà effetti significativi sull'economia. Il Pil a livelli del 2000

L'Ocse (Organizzazione per lo sviluppo economico) boccia quota 100 ("mantenere il nesso tra età pensionabile e speranza di vita") e fa notare che il reddito di cittadinanza rischia di incidere molto poco sulla crescita. Sono due delle annotazioni contenute nel rapporto economico sull'Italia. Ma il governo non si spaventa: "Vuol dire che stiamo andando bene", ha dichiarato Luigi Di Maio.

"Al fine di promuovere una crescita economica più solida e inclusiva, il miglioramento delle prospettive occupazionali e la riduzione del livello del debito pubblico italiano, occorre introdurre un ambizioso programma di riforme di ampio respiro, continuando allo stesso tempo ad applicare le significative misure adottate negli ultimi anni", è quanto si legge in una nota dell'organizzazione. L'ultimo Rapporto Economico sull'Italia sottolinea che la crescita del PIL dovrebbe registrare un calo di circa il 0,2% nel 2019, prima di aumentare del 0,5% nel 2020. Il PIL pro capite è attestato praticamente allo stesso livello di vent'anni fa e il livello di povertà rimane elevato, specialmente tra i giovani. La scarsa crescita della produttività e le significative diseguaglianze sociali e regionali rappresentano sfide persistenti da affrontare con vigore. Il rapporto debito pubblico/PIL presenta sempre livelli elevati, al 134% e continua a rappresentare una fonte di rischio.

Secondo le simulazioni dell'OCSE, entro il 2030 la crescita annua del PIL dovrebbe passare dallo 0,6% con le misure attualmente in vigore a oltre il 1,5% qualora le riforme fossero adottate . Tra le varie riforme proposte dall'OCSE, lo studio sottolinea che il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia dell'amministrazione pubblica e del sistema giudiziario avrebbe l'impatto più significativo sul PIL. La legge di bilancio del 2019 mira giustamente ad aiutare i più svantaggiati grazie al Reddito di cittadinanza, afferma il Rapporto, ma si dovrà fare attenzione a non rendere meno attraenti gli incentivi all'occupazione per non creare circoli viziosi della povertà. Il livello elevato del Reddito di cittadinanza, rispetto ad altri Paesi dell'OCSE, potrebbe infatti scoraggiare la ricerca di posti di lavoro nell'economia formale, specialmente nelle Regioni dove i salari sono più bassi. Per ovviare a tale problema, il Rapporto propone di introdurre un regime di prestazioni per chi esercita un'attività lavorativa e di diminuire il Reddito di cittadinanza.

Lo studio sottolinea che per garantire l'efficacia del Reddito di cittadinanza sarà assolutamente necessario introdurre significativi miglioramenti nei programmi di assistenza per la ricerca di impiego e la formazione al lavoro. Secondo il Rapporto, le ulteriori risorse fornite ai servizi pubblici per l'impiego rappresentano una buona iniziativa, ma per introdurre reali miglioramenti bisognerà adottare un piano dettagliato che ne modifichi il funzionamento introducendo un più ampio uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di profilazione. Lo studio, inoltre, attira l'attenzione sul fatto che l'abbassamento dell'età pensionabile (a 62 anni con almeno 38 anni di contributi), anche se temporanea, potrebbe portare a un rallentamento della crescita sul medio periodo a causa della riduzione del numero degli occupati di età più avanzata e del peggioramento delle diseguaglianze intergenerazionali. Il numero degli occupati è aumentato, passando al 58% della popolazione in età lavorativa, ma il tasso di occupazione in Italia è tuttora uno dei più bassi tra quelli dei Paesi dell'OCSE, specialmente per le donne e i giovani. I significativi divari tra i tassi di occupazione sono all'origine della maggior parte delle disparità del tenore di vita tra le varie regioni. Anche la qualità del lavoro presenta un livello relativamente basso. Una percentuale sempre più elevata di nuovi posti di lavoro è rappresentata dal lavoro temporaneo e si registra un elevato squilibrio tra le competenze dei lavoratori e il lavoro effettivamente svolto. Le riforme adottate negli ultimi anni - quali La Buona Scuola, che ha assicurato maggiore autonomia e risorse alle scuole, il piano Industria 4.0 e il Jobs Act - hanno consentito di affrontare alcuni dei problemi del Paese ed è essenziale continuare su questa strada. Al contempo è necessario incoraggiare la crescita della produttività, accrescendo la concorrenza nei mercati ancora protetti, come i servizi pubblici locali, migliorando l'efficienza dell'amministrazione e riducendo gli ostacoli all'imprenditorialità. Durante la presentazione del rapporto avvenuta a Roma, il Segretario Generale dell'OCSE Angel Gurría ha sottolineato che "l'economia italiana presenta grandi punti di forza. Le esportazioni, i consumi privati, i flussi di investimenti e il dinamismo del settore manifatturiero hanno favorito la crescita di questi ultimi anni, mentre le riforme del mercato del lavoro hanno contribuito a un aumento del tasso di occupazione di 3 punti percentuali dal 2015 a oggi".

"Il Paese, però, continua ad affrontare significativi problemi in campo economico e sociale" ha aggiunto Gurría. "Per risolverli è necessario adottare una serie di riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva e ripristinare la fiducia nella capacità di riforma". Se non si adottano politiche sostenibili in materia di spesa pubblica e fiscalità, il margine di manovra per migliorare le infrastrutture, fornire sostegno ai più svantaggiati ed erogare servizi all'altezza delle aspettative sarà inevitabilmente ridotto, afferma il Rapporto dell'OCSE. La messa a punto del bilancio nel quadro del Patto di stabilità e crescita dell'UE, che dovrebbe essere attuato in maniera pragmatica, contribuirebbe a rafforzare la credibilità della politica di bilancio italiana, riducendo così il premio di rischio del Paese. Il calo dei rendimenti dei titoli di Stato consentirebbe altresì di tutelare la stabilità delle banche. La situazione del settore bancario ha registrato un netto miglioramento, poiché il livello dei crediti deteriorati detenuti dalle banche è diminuito e si è assistito a una razionalizzazione e a un consolidamento del settore. Affinché il sistema di spesa pubblica sia più efficiente e mirato, il processo di definizione del bilancio dello Stato deve comprendere la messa a punto e l'attuazione di una spending review. Per favorire l'equità del sistema tributario è necessario incoraggiare l'adesione spontanea agli obblighi tributari, evitare ripetuti condoni fiscali e portare avanti un deciso contrasto all'evasione. In un contesto in cui gli investimenti pubblici sono calati in percentuale del PIL negli ultimi anni, secondo lo studio è importante favorire una più rapida attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici, che l'OCSE giudica positivamente. La semplificazione degli aspetti più complessi del nuovo Codice non dovrebbe intaccare le prerogative dell'autorità anticorruzione. Se si vogliono ridurre le vaste disparità regionali esistenti in Italia, occorre introdurre un maggior coordinamento tra l'amministrazione centrale e locale, di cui è necessario rafforzarne le capacità, al fine di assicurare un impiego più efficace dei fondi europei per lo sviluppo regionale e la coesione.

Quota 100 - L'Ocse la considera una misura sbagliata e consiglia, addirittura, di cancellarla: "Abrogare le modifiche alle regole sul pensionamento anticipato introdotte nel 2019 e mantenere il nesso tra l'età pensionabile e la speranza di vita". E' la raccomandazione che emerge dal rapporto. L'abbassamento dell'età pensionabile a 62 anni con almeno 38 anni di contributi, spiega il rapporto "rallenterà la crescita nel medio termine, riducendo l'occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo sotto il profilo attuariale, accrescerà la diseguaglianza intergenerazionale e farà aumentare il debito pubblico" .

No ai condoni - "Continuare a migliorare l'adesione spontanea all'obbligazione tributaria ed evitare i condoni fiscali ripetuti". E l'Ocse raccomanda anche di "abbassare la soglia massima per i pagamenti in contanti, abolire le spese fiscali non adeguatamente mirate o che presentano obiettivi obsoleti, continuare a migliorare il coordinamento tra gli enti dell'amministrazione fiscale"

Pil  - Il Pil  reale pro capite italiano è praticamente al livello del 2000 e nettamente inferiore al picco precedente la crisi, spiega il rapporto. Sebbene il tasso di occupazione sia aumentato, è ancora uno dei più bassi tra quelli dei Paesi dell'Ocse, in particolare per le donne. La qualità del lavoro è bassa e la discrepanza tra gli impieghi e le qualifiche dei lavoratori è elevata se raffrontata su scala internazionale. La crescita della produttività è stata debole o negativa negli ultimi 25 anni.

Ripresa lenta -  "La ripresa ha rallentato. Secondo le previsioni, il PIL dovrebbe registrare una contrazione dello 0,2% nel 2019 e un aumento dello 0,5% nel 2020. La politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo delle finanze pubbliche, che passerà dal 2,1% del PIL nel 2018 al 2,5% nel 2019".

Reddito di cittadinanza -  Secondo l'Ocse il bilancio 2019 persegue giustamente l'obiettivo di assistere i cittadini poveri, ma gli effetti positivi sulla crescita dovrebbero essere scarsi, in particolare a medio termine. Il nuovo Reddito di Cittadinanza, che sostituisce il Reddito d'Inclusione (REI), stanzia fondi supplementari significativi per i programmi di contrasto alla povertà, ma la sua efficacia dipenderà in misura cruciale da sostanziali miglioramenti dei programmi di formazione e ricerca di lavoro. E' quanto si legge nel rapporto economico Ocse per l'Italia.

La risposta del governo - "Le previsioni dell'Ocse sulla crescita italiana - ha scritto Giuseppe Conte su Facebook - sono tra le più pessimiste tra quelle sinora uscite: sottostimano completamente l'effetto positivo sul Pil delle misure espansive che abbiamo introdotto con la Legge di Bilancio". "Domani - ha continuato il premier - a Palazzo Chigi, nel corso dell'incontro con il segretario generale dell'Ocse Gurría, avrò modo di confrontarmi con lui ribadendo il mio forte dissenso sulle sue stime, come abbiamo già fatto nella discussione tecnica avuta a Parigi lo scorso febbraio. Ribadirò, inoltre, che i fondamentali dell'economia italiana restano solidi pur nel quadro di un generale rallentamento internazionale". 

 "L'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) a settembre 2018 ci chiedeva di non cancellare la Fornero. Oggi in un nuovo report scrive che bisogna subito abrogare Quota 100 perché crea debito e disuguaglianze. Poi scrive che il Reddito di cittadinanza 'incoraggia l'occupazione informale' e crea 'trappole della povertà'. Sapete cosa significa tutto questo? Che stiamo andando nella giusta direzione". Lo scrive Luigi Di Maio su Facebook. "Rispetto l'opinione di tutti, ma quando non perdi occasione per sparare contro il mio Paese e contro gli italiani no, mi dispiace, ma questo non lo accetto - ha aggiunto il vicepremier - Andiamo avanti così, con lo scopo di restituire dignità ai cittadini. Qualcuno seduto su una scrivania lontano migliaia di chilometri crede che l'Italia per ripartire debba attuare politiche di austerity? Bene, le facessero a casa loro. I nostri prossimi passi sono un abbassamento del carico fiscale alle imprese e un grande aiuto alle famiglie. No intromissioni, grazie. Sappiamo quello che stiamo facendo!".

Anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha commentato il rapporto: "Quota 100 è una misura temporanea e sperimentale per affrontare i problemi di transizione" che hanno rallentato il turnover "sia nel settore pubblico che nel privato anche per quanto riguarda le competenze". L'Ocse, ha ricordato Tria, "ci ha sempre ricordato che la nostra Pa ha in media i dipendenti più anziani e bisognava intervenire per portare più efficienza. Risultato andrà monitorato e bisogna aiutare questo ricambio generazionale che avrà un costo per la finanza pubblica con altri interventi che migliorino la produttività".

 

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