Il Parlamento europeo in seduta plenaria
Il Parlamento europeo ha approvato la riforma del copyright

I favorevoli sono stati 348, i contrari 275 e 36 gli astenuti. Verrà così regolato da accordi economici l'utilizzo delle notizie da parte delle grandi piattaforme web

Il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo in seduta plenaria ha approvato la nuova direttiva sul copyright. 348 i voti favorevoli, 275 i contrari e 36 gli astenuti. È una vittoria per l'editoria europea e per i professionisti (giornalisti, fotografi, videomaker) e una sconfitta per le grandi piattaforme (Facebook e Google) e per Wikipedia che le ha sostenute a spada tratta. Ora si dovranno trovare gli accordi economici tra i produttori di notizie e chi le distribuisce sujl web e, finora, lo ha fatto senza quasi sborsare un euro. "L'Europarlamento difende la creatività e i posti di lavoro europei", ha commentato su Twitter il presidente Antonio Tajani. 

"Una vittoria della #cultura e del #giornalismo #europeo, contro le #intimidazioni e #fake news dei #Giganti della #rete che sfruttano il lavoro di altri senza remunerarlo e su cui raccolgono l’80% della #pubblicità" ha commentato l'on. Silvia Costa (S&D), che in questi anni ha lottato con forza e determinazione per raggiungere l'obiettivo che, oggi si è concretizzato.

Il testo era stato presentato dalla Commissione Ue a settembre del 2016 e spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento Ue. L'accordo deve essere ancora formalmente approvato dal Consiglio europeo ed entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue.

La nuova direttiva è stata appoggiata dagli editori ma osteggiata dalle piattaforme online e da molti sostenitori della libertà su internet. Questi i principali punti del testo, sintetizzati dallo stesso Europarlamento:  le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano; meme o GIF sono espressamente esclusi dalla direttiva; hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da "singole parole o brevi estratti" potranno essere condivisi liberamente; i giornalisti dovranno ottenere una quota delle entrate legate al diritto d'autore ottenute dal loro editore; le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi. "Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web", scrive l'Europarlamento, aggiungendo che "la direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d'autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione".

La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti - in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori ed editori di notizie - di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall'utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme internet. Queste ultime saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.

A questo proposito, però, nel testo viene specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva; e le piattaforme di nuova costituzione, cioè le start-up, saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate. Numerose disposizioni - precisa l'Europarlamento - sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione: per esempio la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, quindi lo snippet può continuare ad apparire in un newsfeed di Google News o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia "molto breve"; inoltre il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.

 

 

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