I timori sulla Cina frenano Piazza Affari che chiude in forte calo a -2,24%

Milano, 1 set. (LaPresse/Finanza.com) - Martedì difficile per Piazza Affari che si è uniformata all'andamento negativo dei listini mondiali complici i rinnovati timori per l'economia cinese. L'indice Ftse Mib ha ceduto in chiusura il 2,24% a quota 21.451 punti. Ancora deboli indicazioni da Pechino: l'indice Pmi manifatturiero cinese si è attestato ad agosto a 49,7 punti, dai precedenti 50, sui minimi degli ultimi 3 anni.

Intervenendo da Jakarta, la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, ha sottolineato che la crescita globale rimarrà moderata e probabilmente più debole delle previsioni dell'Fmi dello scorso luglio. In merito alla Cina, la Lagarde ha rimarcato che il rallentamento in Cina non è inaspettato e le autorità hanno gli strumenti di politica monetaria e finanziari per gestire la situazione. Confortanti invece le indicazioni arrivate dall'Italia con il Pil cresciuto più del previsto nel secondo trimestre dell'anno (+0,3% t/t e +0,7% a/a) e la disoccupazione è scesa con decisione al 12% a luglio, sui minimi a due anni.

Il fattore Cina ha pesato oggi sui testimonial del settore del lusso maggiormente dipendenti dalle vendite nel paese asiatico. Moncler ha ceduto il 3,53% a 15,56 euro; flessione del 2,24% a 23,56 euro per Salvatore Ferragamo con il mercato cinese che rappresenta una quota superiore al 20% del fatturato della maison fiorentina. Male anche Luxottica (-2,7%). In calo anche i titoli oil in scia al ritracciamento del petrolio dopo il rally degli ultimi giorni di agosto.

Le vendite hanno fatto capolino anche su Eni (-1,7% a 14,38 euro) che si era distinta in positivo nella prima parte della giornata sull'onda lunga delle attese per i risvolti positivi, anche sul fronte dividendi, della maxi-scoperta di gas in Egitto. L'ad di Eni, Claudio Descalzi, ieri ha infatti dichiarato che la scoperta egiziana di gas avrà anche un impatto positivo sul dividendo che lo scorso marzo il gruppo del Cane a sei zampe aveva tagliato a 0,8 euro. Intanto oggi gli analisti di Raymond James hanno alzato il target price su Eni a 17,5 da 16,5 euro, confermando il rating outperform.

Seduta ribassista anche per Fiat Chrysler Automobiles (Fca) che ha ceduto oltre 3 punti percentuali 12,14 euro. Il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne non ha cavalcato le buone indicazioni arrivate dal mercato dell'auto negli Usa e in Francia ad agosto. Fca ha riportato vendite superiori alle attese negli Stati Uniti con un progresso del 2% su base annua grazie soprattutto al mese record del marchio Jeep (+18%). Le vendite Oltralpe sono invece aumentare del 15,3%, trainato dal brand Fiat (+21,9%) facendo decisamente meglio rispetto al +10% registrato nel complesso dalle immatricolazioni in Francia. Alle 18 il ministero dei Trasporti diffonderà i dati sulle immatricolazioni di autovetture in Italia ad agosto.

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