I timori sul futuro della Grecia affossano Piazza Affari

Milano, 12 giu. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita dai crescenti timori di un default della Grecia. Ipotesi che prende quota dopo la decisione del Fondo monetario internazionale di sospendere le trattative tecniche con Atene. Le divergenze principali riguardano due capitoli chiave nel negoziato per sbloccare gli aiuti da 7,2 miliardi di euro in favore di Atene: le pensioni e le tasse. Il termine ultimo per trovare un accordo è fine giugno e i tempi sono sempre più stretti per portare a termine tutte le procedure legali necessarie allo sblocco degli aiuti finanziari. Un altro scenario potrebbe essere quello dell'estensione del piano di salvataggio, che scade proprio il 30 giugno. La Borsa di Atene ha vissuto una giornata da brividi chiudendo con un tonfo del 6%. Sotto pressione anche i titoli di Stato della Periferia. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto l'1,27% a 22.877 punti.

Vendite diffuse sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto l'1,69% a 15,05 euro, Popolare dell'Emilia Romagna l'1,46% a 7,715 euro, Popolare di Milano lo 0,53% a 0,936 euro, Intesa SanPaolo l'1,03% a 3,254 euro, Ubi Banca il 2,64% a 7,35 euro, Unicredit l'1,72% a 6,275 euro. Male Enel (-1,35% a 4,212 euro) che aspetta l'offerta della cinese Cnnc per Slovenske Elektrarne, controllata slovacca del colosso elettrico italiano. È quanto dichiarato da Francesco Starace, Ad di Enel, ripreso dalle principali agenzie di stampa a margine di una conferenza a Milano. Questa mattina gli analisti di Credit Suisse hanno confermato il giudizio neutral sul titolo Enel con target price a 4,30 euro sottolineando che l'azione potrebbe rimanere debole nel contesto di crescita dei rendimenti dei bond governativi. Restando nel comparto energetico le vendite hanno colpito anche Eni che ha lasciato sul parterre l'1,95% a 16,04 euro. Debole Terna (-0,95% a 4,144 euro) nonostante la promozione da parte di Ubs a neutral con target price passato da 3,4 a 43, euro. Secondo gli analisti la bozza regolatoria pubblicata dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) dovrebbe offrire una solida sponda all'outlook su utili e dividendi di Terna. Ubs si attende che Terna paghi un dividendo di 20 centesimi per azione e inizi ad aumentare l'ammontare della cedola a partire dal 2017.

È scivolata anche A2A (-0,99% a 1,097 euro) nonostante potrebbero arrivare novità sulle possibile aggregazioni già entro fine luglio, per poi concretizzarsi entro fine anno. Ben comprata invece Finmeccanica (+1,71% a 11,87 euro) con le parole dell'a.d. Mauro Moretti che ha ribadito che entro fine anno verrà completata la cessione della divisione trasporti (Ansaldo Breda e STS) alla giapponese Hitachi. Inoltre, a breve, è previsto il closing della cessione di Fata. Questa mattina gli analisti di Barclays hanno confermato il giudizio equalweight sul titolo del colosso pubblico, alzando il target price a 12 euro dal precedente 8 euro. Sotto i riflettori FCA (+0,14% a 14,07 euro) dopo le indiscrezioni riportate questa mattina da Il Sole 24 Ore, secondo cui l'Ad Sergio Marchionne starebbe studiano un'Opa ostile su General Motors finalizzata alla fusione tra le due società.

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