Tim, Gubitosi nominato nuovo amministratore delegato dal Cda

Le prime parole del neo ad: "Questa azienda ha una grande storia e un capitale umano da valorizzare per vincere la sfida del mercato". Genish: "Momento triste, chiedo subito un'assemblea"

Una nuova guida, la quarta in quattro anni, e un'atmosfera già infuocata. Luigi Gubitosi come da pronostico è stato nominato nuovo amministratore delegato di Tim grazie al voto dei 9 consiglieri indipendenti in quota Elliott, ma Vivendi promette già battaglia. I cinque consiglieri del gruppo francese - che detiene quasi il 24% delle azioni dell'azienda - hanno infatti votato contro e affilano le armi in seno alla società, chiedendo subito un'assemblea.

Dal canto suo può ufficialmente sorridere l'attuale commissario di Alitalia - che dovrà ora lasciare - dopo aver superato allo sprint finale un altro indipendente, Alfredo Altavilla, ex capo Europa e Medio Oriente di Fca. L'ex manager Fiat si era ritirato dalla contesa e già in mattinata dal comitato nomine era arrivata l'indicazione per l'ex dg Rai, con un lungo passato anche in EWind. "Tim ha una grande storia e un capitale umano da valorizzare per vincere la sfida del mercato, incrementare la generazione di cash flow per ridurre il debito ed esaminare con attenzione e velocità il progetto per la costruzione di una rete unica", sono state le sue prime parole da guida del colosso delle tlc, atteso da un periodo molto delicato.

Il nodo più spinoso riguarda proprio quello della rete, che potrebbe essere fusa con Open Fiber e deconsolidata in modo da alleggerire Tim del debito, come vorrebbe Elliott e come non piace a Vivendi. Il governo è sceso in campo con un emendamento al decreto fiscale cha facilita l'integrazione tra le due reti, società al 50% di Enel e al 50% di Cdp, presentato da Emiliano Fenu del M5S.

Sull'esproprio della rete Tim per creare un player unico, il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini ha lasciato la porta socchiusa: "Stiamo ragionando. L'importante è non cedere più infrastrutture strategiche per l'Italia a potenze o compratori stranieri. Dove passano dati sensibili italiani io preferisco che ci sia controllo pubblico". Il nuovo ad di Tim deve però anche guardarsi le spalle. Subito dopo il cda, il suo predecessore Amos Genish ha infatti mostrato tutta la sua rabbia per la nuova scelta ai vertici. "E stato un altro momento triste nella lunga storia di Telecom Italia. Sono molto dispiaciuto per l'azienda e per gli avvenimenti dell'ultima settimana. Io credo che questo cambio drammatico nella leadership e nella strategia sta chiaramente dividendo in due l'azienda", ha detto il manager israeliano, sfiduciato martedì scorso su input di Elliott. "Bisogna dare la parola agli investitori", aggiunge Genish che chiede un'assemblea il prima possibile, "al massimo, entro l'inizio del 2019". E ancora: "Non è possibile eleggere un Ceo con il 98 percento di consenso con un preciso piano strategico e poi 6 mesi dopo  abbandonare totalmente quel piano e quella leadership senza tornare in assemblea a dare la parola agli investitori".

 

 

 

 

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata