Governo verso il superamento dell'articolo 18

Roma, 2 feb. (LaPresse) - Niente reintegro sul posto di lavoro, ma solo un'indennità di licenziamento, nel caso in cui un'azienda in crisi decida di rescindere il contratto con un dipendente per motivi economici. E' la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ad annunciare una delle ipotesi a cui sta lavorando il Governo in merito alla riforma del mercato del lavoro: di fatto un superamento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che, riferisce la stessa leader degli industriali, "è sul tavolo" della trattativa tra l'esecutivo e le parti sociali, oggi protagonisti di un nuovo faccia a faccia a palazzo Chigi. L'esecutivo preme per una riforma rapida ("meglio se in due settimane") e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sgombra il campo da possibili rallentamenti: si farà "con o senza l'accordo" delle parti e anche se la via resta quella del "dialogo", il Paese non può permettersi di perdere il treno della riforma.

Fornero guida i lavori a palazzo Chigi per quasi un'ora, puntualizzando che il nuovo assetto del mercato del lavoro "è un disegno di grande respiro, volto a rafforzare la posizione di tutti i lavoratori", un'occasione da cogliere "se no perdiamo". Se da una parte la riforma 'Resta e cresci in Italia', come l'ha battezzata la titolare del dicastero di via Veneto, stringe sulla flessibilità in uscita, dall'altra apre a sindacati e imprese sugli ammortizzatori sociali, a iniziare dalla cassa integrazione straordinaria che fino a pochi giorni fa sembrava essere destinata a un forte ridimensionamento, se non addirittura alla soppresione. "Il ministro Fornero - riferisce Marcegaglia - ci ha rassicurato che la cassa integrazione straordinaria verrà mantenuta", e che "siamo tutti d'accordo" sul fatto che non saranno toccati gli attuali strumenti di tutela del lavoratore. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni, con un nuovo incontro in calendario già la prossima settimana, anche se al ministro non piace il termine "tavolo": preferisce parlare piuttosto di "gruppi di lavoro con modalità flessibile".

I sindacati accolgono con favore l'apertura del Governo sugli ammortizzatori sociali e il fatto che Fornero abbia sottolineato la volontà di far pagare di più la flessibilità "cattiva". L'articolo 18 resta, invece, un fronte su cui le organizzazioni dei lavoratori non sono disposte a trattare. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, invita l'esecutivo a "una maggiore cautela nelle dichiarazioni" su questo tema, sottolineando che "è sbagliato mettersi in testa di far cadere un simbolo" perchè "l'effetto sulla gente sarà devastante". La leader della Cgil, Susanna Camusso, bacchetta Confindustria che "si fa prendere la mano sulla scorciatoia dei licenziamenti" e bolla come "annunci" i programmi del Governo sulla crescita, anche se riconosce la volontà dell'esecutivo di cercare un accordo con le parti sociali.

I sindacati comunque si dicono pronti a trattare "fino alla fine" e Bonanni aggiunge che "non daremo l'esca a nessun estremista che aizzi allo scontro". Il ministro Fornero sottolinea il "clima positivo e di collaborazione" dell'incontro con "obiettivi condivisi da tutti i partecipanti al tavolo" e riafferma "la piena determinazione a realizzare una riforma incisiva nel volgere di poche settimane".

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