Governo, Squinzi: Oltre 50 giorni di inerzia, buttato un punto Pil

Torino, 13 apr. (LaPresse) - Appello del leader di Confindustria Giorgio Squinzi alla politica. Il numero uno degli industriali è intervenuto al Lingotto di Torino durante la Biennale della Piccola industria, da dove è partita l'ultima chiamata da parte del mondo delle imprese che sottolineano la necessità urgente di un esecutivo. "Speravamo di poter discutere del programma dei primi 100 giorni di un nuovo, stabile governo. Invece siamo a più di 50 giorni di inerzia totale", è stato l'affondo di Squinzi. "Rischioso e costoso - ha proseguito - grosso modo abbiamo constatato di aver buttato un punto di Pil. Cinquanta giorni dalla chiusura delle urne che ci hanno dato il peggiore risultato che potessimo immaginare: la vittoria del non governo". "E così - ha aggiunto - parlare di crescita oggi sembra un azzardo, se non un miraggio. Non un indicatore ci regge o ci conforta, fatta eccezione per l'eroica prestazione di alcuni settori sui mercati internazionali".

Gli imprenditori sono a Torino per dare un segnalo più che forte: "La scossa intendiamo darla con un messaggio pacato e responsbaile, essendo il vostro presidente per carattere poco portato agli urli ad effetto: oggi, qui a Torino, insieme al tempo è scaduta anche la nostra pazienza", ha affermato Squinzi, davanti alla platea degli imprenditori a Torino. "Mi sono stancato di cercare di capire e di comprendere questo gioco dell'oca, in cui, tutti i giorni, torniamo alla casella di partenza", è stato lo sfogo di Squinzi. "Sappia chi ha ambizioni di governo - ha sottolineato - che in questo gioco perverso si annienta in poco tempo un patrimonio costruito da generazioni di imprenditori e lavoratori". "Fiducia e affidabilità, ciò di cui abbiamo bisogno - ha ribadito - fiducia, stabilità e governo, perchè questi indici così negativi non sono più solo il frutto della tempesta finanziaria o il trascinarsi della crisi di domanda globale, che pure continua a soffrire e affatica anche altre economie, incluse quelle forti. Dentro questi numeri è nascosta tutta l'inadeguatezza di un sistema politico che strangola quelle creature che dice di amare e che dice di volere amministrare".

"Questi numeri - ha detto Squinzi - sono il frutto del non governo, della mancanza di quel minimo di responsabilità da parte di tutti. Occorre sospendere le ormai più che ventennali ostilità e dare un governo al Paese in un momento così drammatico". Questo il monito del numero uno di Confindustria: "Chi non dimostra buon senso e responsabilità pubblica in questo momento, perderà per sempre il nostro consenso". Da settimane invochiamo un governo degli uomini di buona volontà.In una tempesta perfetta come quella che ci è data quotidianamente di vivere - ha aggiunto Squinzi- chiediamo che la nave abbia una guida salda e riconosciuta. Non vogliamo un governo qualunque, per assolversi la coscienza. Un governo di qualità, di alto profilo, di capacità politica elevata, che percepisca e sappia interpretare il momento drammatico del Paese". "Un governo - ha ancora detto - in grado e nelle condizioni di adottare gli opportuni provvedimenti, con al primo posto dell'agenda il lavoro e le imprese". "Come presidente, come italiano, chiedo di non vivere in un Paese così. L'inadeguatezza della politica - ha aggiunto Squinzi- strangola quelle creature che dice di amare e di voler amministrare. Lavoratori e imprese, insieme". "Abbiamo diritto - ha ribadito - di vivere in un Paese che rispetti e premi il lavoro, l'impresa, la capacità di rischio, non li punisca, non li avvilisca, non li impaurisca". "Se le imprese chiudono, muore il Paese", ha ricordato Squinzi.

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