Generali: Priorità è tagliare debito, stop a partecipazioni

Trieste, 30 apr. (LaPresse) - "Siamo in una posizione pericolossisima con le agenzia di rating". Con queste poche parole Mario Greco, a.d. di Generali, ha fatto scendere in pochi istanti il gelo sulla solitamente compassata assemblea degli azionisti della compagnia del Leone. L'epoca delle Generali prche tiravano le fila dei salotti buoni della finanza nostrana è finita? "Abbiamo titoli che non ci piacciono e titoli che perfomano male - ha aggiunto Greco - il capitale speso in passato, è andato anche in acquisizioni che non garantiscono redditività". Con il risultato poco lusinghiero che oggi Generali ha dodici miliardi di debito che "sono troppi, ci costano 750 milioni di interessi. Dobbiamo ridurre il debito e per farlo riduciamo gli asset", ribadisce Greco. "Lo faccio non perché sono napoletano (come sostenuto da un azionista, ndr), ma perché sono manager serio. Dobbiamo avere del capitale per garantire i nostri clienti. Oggi non abbiamo capitale sufficiente" conclude.

Sulle partecipazioni del gruppo, tra cui quelle proprio in Telecom e in Rcs, anche il presidente Gabriele Galateri di Genola è stato chiaro: "Non esistono più partecipazioni strategiche, ma solo quelle coerenti con i nostri obiettivi di redditività". Compresa Mediobanca? Qui nessuno si è sbilanciato, ma il doppio no comment di Greco e Galateri apre scenari imprevedibili durante l'era Geronzi. A proposito dell'ex presidente, Galateri ha confermato che rimane presidente della Fondazione Generali: "L'incarico non è retribuito - ha spiegato - e dura cinque anni, ne sono passati due, 'pacta sunt servanda'". Anche nella scottante partita Rcs, Generali si sta tirando fuori. A Trieste hanno già detto di no all'aumento di capitale, il sì del Leone nell'assemblea del 30 maggio potrebbe però essere decisivo per arrivare alla soglia dei due terzi e far passare l'operazione da 400 milioni, ma Greco non ha deciso e prende tempo: "Un passo alla volta si limita a dire".

Comunque vadano queste operazioni, quella targata Greco sarà una Generali che fa solo il suo lavoro, ovvero l'assicurazione. "Saremo disciplinati e trasparenti nel nostro bilancio, investendo prudentemente senza prendere rischi peculativi" ha spiegato l'a.d. aggiungendo, che si limiterà al solo core business assicurativo. Così facendo aumenterà anche il valore del titolo, e per riuscirci in Generali, spiega Greco "dobbiamo riportare i profitti lordi e netti a valore anche superiori rispetto al passato. Lo faremo nei prossimi anni, la capitalizzazione ne beneficierà in modo equivalente". Di qui un dividendo che crescerà, stabilmente, ben oltre i 20 centesimi offerti nel 2012 agli azionisti. "Mi aspetto dei buoni risultati dai prossimi trimestri" ha concluso Greco, nonostante la situazione in Europa sia difficile. In Italia torna se nona ltro la speranza, perché intanto c'è un Governo, ma non basta: "E' un momento molto delicato, serve uno scatto di responsabilità da parte delle istituzioni pubbliche per rimanere credibili in un mondo sempre più competitivo. Sottolineo l'ottimo lavoro fatto dal presidente Giorgio Napolitano. Faccio gli auguri a Letta e ad alcuni dei suoi ministri, ne conosco parecchi, e so che sono capaci di affrontare ogni sfida", ha commentato Galateri. Ma non sono più questioni che interessano le nuove Generali, che hanno perso la dicitura Trieste nel nome, ma che torneranno alle origini del proprio fare business: "Siamo assicuratori, e questo vogliamo fare, grazie a un management fortemente attento al codice etico aziendale".

di Jan Pellissier

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata