G20: l'Fmi teme maggiori rischi per la ripresa dopo frenata Cina in attesa del summit di Ankara
(Finanza.com)
g20Il rallentamento della Cina è tra i principali rischi per la ripresa dell'economia globale. Lo si apprende da un rapporto diffuso dal Fondo monetario internazionale (Fmi) in vista del summit del G20, in programma domani e sabato ad Ankara, in Turchia. Secondo l'istituto guidato da Christine Lagarde, la crescita globale "resta moderata, riflettendo un ulteriore rallentamento delle economie emergenti e una debole ripresa nelle economie avanzate", mentre sul futuro si alzano maggiori rischi e la materializzazione simultanea di alcuni di questi potrebbe implicare un outlook molto più debole. 

I rischi per l'economia del mondo
"In un contesto di crescente volatilità dei mercati finanziari, di flessione dei prezzi delle materie prime, di indebolimento dei flussi di capitale in entrata e deprezzamento delle valute dei mercati emergenti, i rischi per le prospettive sono saliti, soprattutto per i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo", ha avvertito l'Fmi. In particolare, a preoccupare maggiormente è l'incertezza sulle prospettive delle economie emergenti. "La volatilità sui mercati finanziari è aumentata notevolmente da inizio agosto, con il calo dei prezzi delle materie prime e la pressione su molte valute economia emergenti - indica il Fondo - E, la transizione della Cina verso una crescita più lenta, anche se sostanzialmente in linea con le stime, ha avuto ripercussioni maggiori del previsto, che si riflette in un indebolimento dei prezzi delle commodity e dei prezzi delle azioni". 

Deboli prospettive per l'Eurozona, bene l'Italia
Nell'Eurozona "i dati preliminari sul secondo trimestre sono stati in qualche misura più deboli del previsto, con una sorpresa negativa in Germania, ma una crescita superiore al previsto in Italia, Irlanda e Spagna". La moderata ripresa dovrebbe continuare nel 2015-2016, sostenuta dai bassi prezzi dell'energia, dalla politica monetaria accomodante e dal debole euro. "La crescita dovrebbe prendere in Germania, Francia, Italia, e soprattutto in Spagna", suggerisce l'Fmi. 
Nel rapporto però Lagarde anticipa che le previsioni di crescita globale verranno molto probabilmente riviste ancora al ribasso nell'outlook di ottobre, nonostante le ultime stime fornite siano le più basse dalla crisi finanziaria. 

L'avvertimento alle banche centrali
"È necessaria una forte azione politica comune per aumentare la crescita e mitigare i rischi", ha sollecitato l'Fmi nel suo rapporto, mettendo sotto pressione i governatori e i banchieri centrali del G20, che si riuniranno nei prossimi giorni in Turchia in un vertice che si preannuncia più caldo del previsto, alla luce degli ultimi sviluppi in Cina e sui mercati finanziari, affinché attuino le riforme necessarie e mantengano le politiche monetarie accomodanti. "Nella maggior parte delle economie avanzate - si legge nel rapporto - il gap sostanziale e l'inflazione sotto il target suggeriscono di mantenere politiche accomodanti". Dalla banca centrale europea, a quella del Giappone, fino anche alla Federal Reserve.  

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