Furlan (Cisl): Carriera donne sacrificata senza servizi per le famiglie

Roma, 2 nov. (LaPresse) - "Senza i servizi per le famiglie le carriere delle donne vengono sacrificate". Così in una intervista pubblicata oggi da La Stampa, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, parla dei problemi dell' occupazione femminile. "Le leggi - dice - sono ineccepibili ma i problemi nascono dalla loro applicazione e dall'organizzazione quotidiana del lavoro. Spesso le donne svolgono lavori con qualifiche superiori che non vengono riconosciute e l'inadeguatezza dei servizi sociali pesa soprattutto sulle donne, perchè sono loro a sobbarcarsi quasi tutti i carichi familiari: questo mette un freno alla progressione delle carriere". Il problam, spiega Furlan, è che "le donne entrano più tardi nel mercato del lavoro e ne escono prima, così hanno stipendi medi più bassi. Questo si ripercuote anche sulla vita post-lavorativa perchè le donne hanno meno versamenti pensionisti e quindi pensioni più basse".

In merito alle qualifiche lavorative poco riconosciute, per Furlan la spiegazione sta nel fatto che le donne non riescono a dare quella totale disponibilità che le aziende richiedono e che gli uomini possono offire più facilmente per fare carrierra. Se le donne si fanno più carico dei bisogni familiari, ma i servizi pubblici non le assistono, dice Furlan, le occasioni di carriera vengono perdute: i servizi sociali dovrebbero permettere loro di conciliare vita lavoratotiva con vita privata. "Il vero motivo per cui le donne lavorano, in media, meno degli uomini - spiega - è perchè soprattutto al Sud smettono di lavorare dopo il primo o il secondo figlio, non avendo un' adeguata rete di servizi a sostenerle. Ed in caso di crisi e licenziamenti, le aziende mandono via per prime le donne".

Per Furlan "ci vuole una politica dei servizi completamente diversa. Più asili nido ed altre strutture per i bambini ed anche più assisternza agli anziani visto che le donne si fanno carico degli uni e degli altri. Anche la contrattazione andrebbe riorientata per ottenere, ad esempio, asili aziendali ed orari di lavoro più flessibili che aiutino la donne a conciliare l'impegno con la famiglia. Negli ultimi anni la situazione delle donne nel mondo del lavoro è peggiorata perchè i tagli ai bilanci pubblici non hanno ridotto gli sprechi ma i servizi essenziali così le donne hanno sempre meno sostegno nella cura dei bambini e degli anziani e lavorare per loro diventa più difficile".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata