Fmi rivede economia Italia: Pil negativo e disoccupazione in crescita

Roma, 9 ott. (LaPresse) - Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le previsioni riguardanti l'economia italiana. Secondo i dati contenuti nel nuovo World Economic Outlook nel 2012 il Pil dell'Italia farà registrare un calo del 2,3%, mentre nel 2013 la contrazione sarà dello 0,7%. Previsioni negative anche sul fronte della disoccupazione, che passerà dall'8,4% del 2011 al 10,6% del 2012 e al 11,1% nel 2013. Nell'area euro si passerà dal 10,2% del 2011, all'11,2% del 2012, all'11,5% del 2013. Il dato più alto per il prossimo anno appartiene alla Grecia, con una previsione del 25,4%, seguito dalla Spagna, a 25,1%.

Secondo il Fiscal Monitor del Fmi, il rapporto deficit/Pil dell'Italia sarà del 2,7% nel 2012 e dell'1,8% nel 2013. Il Fondo ha rivisto in peggioramento le stime sul disavanzo di tre decimi di punto percentuale per entrambi gli anni. Secondo le stime del Fmi il debito sarà invece al 126,3% e al 127,8% del Pil rispettivamente nel 2012 e 2013. Tra i grandi Paesi dell'eurozona solo la Germania farà meglio dell'Italia, con un deficit/Pil che si attesterà allo 0,4% sia per il 2012 sia per il 2013.

Secondo il Fondo gli spread di Italia e Spagna non rispecchiano la realtà economica dei due Paesi. Roma e Madrid, spiega il Fondo, "stanno pagando tassi di interesse che sono superiore a quanto sarebbe giustificato dai fondamentali" economici, tra cui anche "debito pubblico e deficit, crescita e inflazione". Tuttavia da Tokyo, dove il Fondo ha presentato il suo rapporto, l'organizzazione chiede ulteriori sforzi ai due Paesi. "Nel breve periodo - ha detto il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard - ulteriori immediate misure sono necessarie. Spagna e Italia devono proseguire con i piani di adeguamento che ristabiliscano la competitività e l'equilibrio di bilancio, mantenendo la crescita". "A tale scopo - ha aggiunto Blanchard - Spagna e Italia devono essere in grado di ricapitalizzare le proprie banche senza appesantire il debito sovrano. E devono essere in grado di prendere in prestito denaro a prezzi ragionevoli".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata