Fmi: rischi globali aumentati, crisi debito costa 200 mld a banche Ue

Washington (Usa), 21 set. (LaPresse/AP) - Per la prima volta dall'ottobre 2008 "i rischi per la stabilità globale sono aumentati, segnando una parziale inversione di tendenza rispetto ai progressi fatti negli ultimi tre anni". E' quanto afferma il Fondo monetario internazionale nel suo Global Financial Stability Report. Secondo il Fondo, "il tempo per affrontare le vulnerabilità del sistema sta per scadere". Il rapporto diffuso oggi è il secondo avvertimento dall'Fmi in altrettanti giorni. Ieri l'organizzazione con base a Washington ha nettamente tagliato le sue previsioni di crescita per economia globale, Stati Uniti ed Europa per quest'anno e per il 2012.

Le pressioni esercitate dai debiti sovrani insieme con il rallentamento della crescita, sostiene ancora l'Fmi, "aumentano il rischio che la dinamica dei Paesi vulnerabili scivoli in una spirale di deterioramento in assenza di un quadro politico coerente e di una adeguata politica per prevenire la diffusione del contagio". Secondo il rapporto, questa situazione sta colpendo il sistema bancario europeo tanto da poter generare un credit crunch che porterebbe a un ulteriore rallentamento dell'economia. La ricaduta sulle banche europee della crisi del debito dell'eurozona è stimata dal Fondo in 200 miliardi di euro e l'aumento del rischio sul credito per le esposizioni interbancarie porta il costo complessivo fino a 300 miliardi.

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