Fmi: Ripresa eurozona insufficiente, rischio stagnazione.Italia migliori giustizia civile

Washington (Usa), 14 lug. (LaPresse) - La ripresa nell'eurozona "sta prendendo piede" ma "non è né robusta né sufficientemente forte". Lo scrive il Fondo monetario internazionale nel rapporto 'Article VI' sull'eurozona.

Secondo il Fmi il Pil dell'area della moneta unica dovrebbe crescere dell'1,1% nel 2014 e dell'1,5% nel 2015. A primavera il Fondo prevedeva per l'eurozona un incremento del Pil dell'1,2% per quest'anno. Gli economisti di Washington segnalano un "rischio di stagnazione nel medio termine" e una "alta disoccupazione".

Per il Fmi "i rischi sulla crescita sono ancora orientati al ribasso" e degli shock potrebbero "spingere l'economia verso un'inflazione più bassa e la deflazione". Tra i rischi esterni, il Fondo elenca "l'escalation dei rischi geopolitici" e "l'uscita dalle politiche monetarie non convenzionali negli Usa".

L'Italia deve migliorare l'efficienza della giustizia civile, favorire l'accesso delle pmi al credito e combattere l'elevata disoccupazione. Lo scrive il Fondo monetario internazionale nel rapporto 'Article VI' sull'eurozona.

Per il Fondo, inoltre, l'Italia deve accrescere la concorrenza nei mercati di prodotti e servizi e lavorare sulle "inefficaci" politiche attive sul lavoro. Secondo il Fmi sono stati fatti progressi con "il nuovo regime di mediazione obbligatoria" che accelera il sistema, mentre sulla contrattazione salariale l'attuazione del decentramento, concordata nel 2011, "è in fase di stallo". Altri passi avanti si registrano, secondo il Fmi, nelle misure a sostegno dell'occupazione giovanile annunciate nel luglio 2013, come "gli sgravi fiscali per i datori di lavoro che assumono under 30 con contratti a tempo indeterminato" e l'aumento della formazione aumentano la formazione, negli schemi di apprendistato e stage. Il Fondo loda la riforma Fornero, dell'aprile 2012, nella parte in cui "riduce i costi dei singoli licenziamenti". Inoltre il Fmi rileva come positiva "la liberalizzazione del settore del gas" con le decisioni dell'Authority dell'energia.

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