Fmi: Banche italiane solide e resistenti, ma non immuni da rischi

Roma, 26 mar. (LaPresse) - Le banche italiane sono resistenti e ben attrezzate per fronteggiare eventuali turbolenze, ma non sono immuni da rischi. E' quanto si legge nelle conclusioni della missione del Fmi che ha monitorato il sistema finanziario italiano, visitando il Paese in due occasioni, tra il 14-31 gennaio e il 12-26 marzo 2013 e collaborando anche con i vertici di Consob, Bankitalia e Tesoro. Gli stress test preliminari, spiega il Fondo, dimostrano che il sistema bancario italiano "dovrebbe essere in grado di resistere sia a uno scenario di urto pesante sia a uno di prolungato rallentamento della crescita, grazie alla forte posizione di capitale delle banche e supporto di liquidità della Bce". Secondo il Fmi le banche italiane "sono ben capitalizzate" e "hanno mostrato notevole resistenza a fronte di una recessione grave e prolungata" e sono riuscite "a superare questi shock e anzi ad aumentare i depositi domestici e a raccogliere capitali supplementari". Tuttavia, anche se "stabilizzato", il sistema bancario italiano "non è immune da rischi: continuano la debolezza dell'economia reale e il legame tra debito sovrano e settore finanziario, e questi rimangono i problemi chiave". "La recessione - aggiunge il Fmi - si riflette sulla bassa redditività delle banche e sul deterioramento della qualità del credito". Per "puntellare le difese" del settore finanziario italiano serve "il ripristino della crescita economica", proseguendo nell'azione "prudente" sui conti pubblici e "sulle riforme strutturali, che rimangono il requisito più importante per la stabilità", conclude il Fondo, che sul ruolo delle Fondazioni bancarie sottolinea che hanno garantito stabilità come azionisti a lungo termine, ma che serve una riforma per "garantire una più stretta sorveglianza".

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