Fitch declassa l'Italia. Governo: Era atteso

Torino, 7 ott. (LaPresse) - Dopo Standard & Poor's e Moody's anche Fitch ha tagliato il rating dell'Italia. In meno di tre settimane le tre agenzie di rating (S&P si era fatta sentire il 20 settembre e Moody's il 4 ottobre) hanno calato la loro scure sul debito pubblico italiano. Oggi è stato il turno di Fitch, che ha declassato il rating del debito a lungo termine da AA- ad A+ e quello a breve da F1+ a F1, con outlook è negativo. Il downgrade, spiega la stessa agenzia, "riflette l'intensificazione della crisi dell'eurozona che costituisce uno shock economico e finanziario significativo che ha indebolito l'Italia sotto il profilo del rischio sul debito sovrano". Per Fitch "l'alto livello di debito pubblico e di necessità finanziaria fiscale insieme al basso tasso di crescita potenziale ha reso l'Italia particolarmente vulnerabile a questo shock esterno".

A stretto giro è arrivata la risposta di palazzo Chigi: "La scelta operata dall'agenzia di rating Fitch - scrive il governo in una nota - era già annunciata e si differenzia da altri giudizi di rating. Le valutazioni sono soprattutto il riflesso del clima di incertezza che attraversa l'Eurozona. E' la stessa Fitch a sottolinearlo nel suo comunicato. A proposito dell'Italia - aggiunge - anzi, apprezza lo sforzo di risanamento e giudica 'raggiungibili' gli obiettivi di deficit. Fino a valutare le condizioni di bilancio 'più favorevoli di molti paesi europei o con altro rating'. La Commissione europea ed il Fondo monetario - conclude l'esecutivo - si sono già pronunciati a favore della manovra italiana, riconosciuta in grado di raggiungere il pareggio di bilancio entro i tempi programmati".

In difesa del governo è sceso anche il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, secondo il quale "queste agenzie agiscono un po' come un branco. Vanno tutte - spiega - nella stessa direzione nello stesso momento. La decisione di oggi non cambia il quadro. Credo che - conclude - la manovra di finanza pubblica, approvata in tempi abbastanza rapidi, metta la finanza pubblica su una linea di riduzione del debito credibile e perseguibile".

Più secco il commento del ministro degli Esteri, Franco Fratini: "Questi pareri di Fitch, Moody's e company - dice - non è che contino un granchè. Tanto è vero che lo spread rispetto ai tedeschi sta scendendo nonostante i declassamenti".

Polemica naturalmente l'opposizione: "Premier bocciato, vada via", dice Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro. "Questa frase - spiega - di grandissima attualità, non è stata pronunciata oggi da nessun estremista antiberlusconiano. Fu detta proprio da Silvio Berlusconi nell'ottobre del 2006, l'ultima volta che l'agenzia Fitch tagliò il nostro rating. Allora il governo Prodi, da poco insediato, stava realmente combattendo con i guai lasciati dai precedenti cinque anni di centro-destra. Oggi questo ulteriore declassamento arriva al crepuscolo del principale responsabile della crisi in cui ci troviamo: per questo, prendiamo in prestito le sue parole di allora per rivolgergli, ancora una volta, l'invito a fare un passo indietro: 'Premier bocciato, vada via'".

Ma Fitch oggi non se l'è presa solo con l'Italia: a essere declassata è stata anche la Spagna. L'agenzia infatti ha tagliato il rating sul debito sovrano spagnolo per i rischi legati alla crescita lenta e dell'alto debito regionale, rivedendo il rating a lungo termine di Madrid da AA+ ad AA-, con outlook negativo. Confermata invece la valutazione a breve termine a F1. Come per l'Italia il downgrade, scrive Fitch nel comunicato, riflette principalmente l'intensificarsi della crisi nell'area euro e i rischi per lo sforzo di risanamento dei conti pubblici. L'agenzia ha stabilito anche di lasciare invariato il rating sul Portogallo a quello già stabilito ad aprile: BBB- per il debito a lungo termine e F3 per quello a breve.

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