Fitch conferma rating Italia ad 'A-', outlook negativo

Milano, 14 dic. (LaPresse) - Fitch ha confermato il rating 'A-' dell'Italia, mantenendo tuttavia l'outlook 'negativo'. E' quanto si legge in una nota dell'agenzia internazionale. Fitch sottolinea che la conferma del merito di credito riflette "l'avanzamento di consolidamento fiscale e riforme strutturali nel 2012 ampiamente in linea con le aspettative". Il deficit, spiega l'agenzia, sarà inferiore al 3% del Pil, il che implica un avanzo primario vicino al 3%. Il disavanzo di bilancio è gradualmente diminuito da un picco del 5,4% nel 2009. Inoltre Fitch definisce "sostenibile" il sistema pensionistico anche se segnala "rischi" sul settore bancario. Secondo l'agenzia il debito sovrano italiano "ha dimostrato la sua flessibilità di finanziamento e capacità di ripresa durante la crisi che riflette una forte base di investitori domestici e la durata media di 4,7 anni". Ancora, il debito "rimane sostenuto da un'economia in relativa salute, ad alto valore aggiunto e diversificata, con moderati livelli di indebitamento del settore privato".

Un governo "stabile" e "impegnato per il percorso di consolidamento fiscale e le regole di bilancio di medio termine" è uno degli elementi citati da Fitch che potrebbe migliorare la valutazione sul merito di credito italiano. Secondo l'agenzia internazionale, infatti, uno dei fattori che hanno inciso sul mantenimento di un outlook 'negativo' è il rischio di "instabilità del governo dopo le prossime elezioni e una prolungata incertezza sulle politiche economiche e fiscali e sulla loro continuità".

Fitch ha infine deciso di mantenere l'outlook per il 2013 sulle banche italiane 'negativo'. Le prospettive, scrive l'agenzia, "riflettono il difficile ambiente operativo per le banche italiane in mezzo alla crisi dell'eurozona". Fitch chiarisce che "la debole economia reale del Paese ha causato un forte aumento di crediti deteriorati" e per questo la "qualità del credito continuerà a deteriorarsi ulteriormente nel 2013. Allo stesso tempo, la generazione di guadagni rimane sotto pressione".

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