Fiere ai tempi del coronavirus. Rinviato Salone mobile. Vinitaly conferma data
Fiere ai tempi del coronavirus. Rinviato Salone mobile. Vinitaly conferma data

Una degli eventi dell'anno di Milano spostato da aprile a giugno

Annullare, rimandare o mantenere le date? Questo il dilemma delle fiere italiane ai tempi del coronavirus.

Il Salone del Mobile di Milano, una delle principali vetrine del made in Italy, è stato rinviato da aprile al 16-21 giugno: questa la scelta di Federlegno Arredo Eventi, che ha anche stimato che senza l'evento l'impatto negativo sull' economia italiana sarebbe di circa 1,3 miliardi. Uno scenario che gli organizzatori hanno fortemente voluto evitare. Anche se il presidente di Federlegno Arredo Emanuele Orsini sottolinea che rinviare è un atto "di responsabilità e di coraggio al tempo stesso, perché posso garantirvi che non sarà una cosa facile".

Vinitaly di Verona, la ribalta di una delle più famose eccellenze italiane, il vino, ha confermato la data del 19-22 aprile: una decisione del cda di Veronafiere concertata con il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, e con il sindaco, Federico Sboarina. Una scelta all'insegna della fiducia, come conferma il direttore generale Giovanni Mantovani: "Siamo consapevoli delle difficoltà del momento e dell'immagine distorta dell'Italia percepita all'estero, ma siamo persuasi che l'emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione".

Un evento come il Mido, dedicato all'occhialeria, è stato posticipato al 5-7 luglio, a Rho Fiera Milano. Slittamento anche per il Cosmoprof a Bologna.

In base ai dati dell'Aefi, l'associazione Espositori e fiere italiane, le manifestazioni fieristiche italiane che erano in calendario per il 2020 ammontano a 947, di cui 224 internazionali, 234 nazionali, 400 regionali/locali, alle quali se ne aggiungono 89 organizzate all'estero. Un comparto che l'Aefi descrive in cifre: coinvolge circa 200.000 espositori e 20 milioni di visitatori, genera affari per 60 miliardi di euro e dà origine al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano. "Numeri importanti che crescono se consideriamo anche l'indotto come trasporti, ricettività e ristorazione. E poi l'88,5% delle Pmi e il 75% delle imprese industriali considera le fiere e le esposizioni il principale strumento promozionale", spiegano . A livello mondiale, secondo i dati Ufi nel 2018 le 32.000 fiere hanno generato un impatto economico pari a 275 miliardi di euro, contribuendo per 167,2 miliardi sul Pil.

Sempre l'Aefi, per voce del Segretario generale Loredana Sarti, sottolinea la "significativa relazione tra la crescita dei visitatori esteri (+17%) e l'aumento più che proporzionale dell'export italiano (+22%)". L'organizzazione di un evento fieristico parte almeno un anno prima e rimandarlo significa rifare praticamente quasi tutto in tempi molto ristretti, a partire dai contratti.

"Nonostante le difficoltà organizzative - ha detto il presidente di Aefi Giovanni Laezza, auspichiamo che la maggior parte delle manifestazioni al momento annullate o posticipate possano essere riprogrammate nei prossimi mesi, in modo da contribuire nel contenere il danno economico".

La decisione di rinviare di due mesi il Salone del mobile di Milano è stata "sofferta e meditata". Ora Federlegno Arredo Eventi chiede per gli allestitori e i lavoratori del settore una 'unità di crisi' al ministero dello Sviluppo economico. E subito misure per tutti gli imprenditori che espongono al Salone. Per Orsini "è necessario il sostengo di Ice, Mise, Milano, Regione Lombardia per fare sistema nel sostenerli".

Dal governo, attraverso il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intanto arriva il messaggio che "l'Italia è un grande Paese e il Salone del Mobile slittato solo di due mesi ne è il simbolo. Un Paese che agisce in maniera tempestiva si riorganizza, ma poi riparte sempre".

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