Fiat, ultima assise al Lingotto. Ora partita da 6 mln di auto

Torino, 31 mar. (LaPresse) - La fusione con Chrysler mette fine alla "vita precaria" di Fiat che, con la nascita di Fiat Chrysler Automobiles, ha "finalmente la possibilità di giocare una vera partita". Così il presidente del gruppo Fiat, John Elkann, ha aperto l'ultima assemblea sul bilancio che si è tenuta al Lingotto. Le prossime assemblee ordinarie saranno in Olanda, dove Fca avrà sede legale. L'ultima assise dei soci a Torino sarà quella straordinaria per il via libera alla fusione con Auburn Hills, che l'a.d., Sergio Marchionne, ha anticipato che si terrà "durante l'estate".

Marchionne ha detto agli azionisti che con la fusione viene coronato "un grande progetto industriale e culturale che abbiamo iniziato nel 2009". L'a.d. ha rinviato alla presentazione prevista il prossimo 6 maggio, a Detroit, i dettagli sul piano. Ma ha alzato per la prima volta il velo su un dato. "Entro il 2018 - ha spiegato - il gruppo Fiat sarà capace di fare oltre 6 milioni di vetture, quest'anno le consegne saranno a 4,5-4,6 milioni". Nel 2013 il gruppo ha consegnato 4,4 milioni di veicoli. Inoltre il manager ha confermato che "non ci sono eccedenze occupazionali in Italia" e che, dopo Grugliasco e Melfi, "i prossimi investimenti a Mirafiori comporteranno la piena occupazione del sito". Sulla residenza fiscale nel Regno Unito, Marchionne ha dichiarato che "non ci sono vantaggi" e su un eventuale investimento del fondo Usa BlackRock, che sta facendo shopping nelle banche italiane, ha spiegato che "sarebbe il benvenuto".

Dedicando un pensiero allo zio Umberto Agnelli, morto 10 anni fa, Elkann ha affermato che sarebbe "molto orgoglioso", insieme con il nonno Gianni, della nascita di Fca, che sarà il "settimo produttore di automobili del mondo". "Non dobbiamo più - ha chiosato - giocare una partita per la sopravvivenza in fondo alla classifica", perché Fca "metterà fine alla vita precaria di Fiat" che "per 20 anni ho vissuto, in maniera indiretta e poi diretta". Marchionne, confermando l'intenzione di completare la fusione entro l'anno, ha invece dichiarato che "la nostra forza sarà proprio il fatto che ciascuno conserverà la propria identità", che "non deriva dalla ragione sociale, ma dalle persone che ci lavorano".

L'a.d. ha anche letto in assemblea la lettera di un giovane lavoratore Maserati, che, rispondendo alla email inviata da Marchionne ed Elkann ai dipendenti dopo l'accordo con Veba per il 100% di Chrysler, aveva scritto che "oggi come mai mi sento davvero fiero di far parte di questa squadra". Il manager italo-canadese ha confermato gli obiettivi del 2014, che prevedono un fatturato di 93 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria di 3,6-4 miliardi, un utile netto di 0,6-0,8 miliardi e un indebitamento di 9,8-10,3 miliardi di euro, che include i 2,7 miliardi pagati al fondo Veba.

Inoltre l'a.d. ha annunciato che "nei prossimi giorni" il gruppo potrebbe annunciare nuovi sviluppi per Jeep in Cina. Per Marchionne il mercato dell'auto europeo nel 2014 resterà "assai modesto", ma in generale inizia a generare "i primi risultati" la strategia premium, anche grazie Maserati per cui "è stato un ottimo anno", con un incremento del 120% del fatturato, a 1,7 miliardi di euro.

Rispondendo ai giornalisti sul premier Matteo Renzi, Marchionne ha spiegato di apprezzare "qualsiasi persona che si prende l'impegno per mettere le cose a posto, più lo fa velocemente e più l'apprezzo". "Mi aspettavo - ha aggiunto l'a.d. - che ci fossero delle resistenze, ma bisogna dargli spazio per portare avanti il processo di riforme. E' un periodo di luna di miele, i mercati stanno apprezzando quello che sta succedendo e non vorrei rompere l'incantesimo".

Elkann e Marchionne sono stati chiamati in causa anche su Rcs, di cui Fiat è azionista al 20%. Il presidente del Lingotto ha rivendicato che l'intervento della casa torinese "ha salvato Rcs, una società che un anno fa stava per fallire". "Dall'aumento di capitale - ha sottolineato - l'aumento del titolo in Borsa è stato superiore al 40%". Detto questo, Elkann ha tuttavia precisato che Fiat non prevede altri investimenti nel gruppo editoriale. Marchionne, da parte sua, ha dichiarato di essere "pienamente" d'accordo con Elkann sulle strategie in Rcs e ha chiesto di lasciar lavorare l'a.d. Pietro Scott Jovane. Fca, ha detto il manager italo-canadese, si quoterà a Wall Street mantenendo Rcs "in pancia".

L'assemblea ha registrato anche alcuni episodi curiosi. Un piccolo socio ha proposto un volo charter per portare i soci italiani alla prossima assise sui conti ad Amsterdam. "Mi dispiacerebbe non poter più partecipare a un'assemblea Fiat", ha detto. Un altro piccolo azionista, Marco Bava, noto per i suoi interventi critici contro il management, è stato allontanato dalla sala dove si stava svolgendo l'assise per aver utilizzato un amplificatore disturbando i lavori.

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