Fiat, nuova Jeep a Melfi dal 14 luglio. Marchionne: Noi filogoverno

Dal nostro inviato Lorenzo Allegrini

Ginevra (Svizzera), 4 mar. (LaPresse) - La ripresa del mercato auto italiano ed europeo "non è organica" e la crisi "è ancora in corso", soltanto "aiuta il fatto che non stia peggiorando". Lo ha detto l'a.d. del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, incontrando i giornalisti al Salone dell'auto di Ginevra, dove è stato alzato il velo sul mini Suv Jeep Renegade, che sarà prodotto nello stabilimento lucano di Melfi, ha spiegato il manager italo-canadese, a partire dal prossimo 14 luglio, dove "entro sei mesi", grazie anche alla 500X, l'a.d. spera di "poter usare tutti i dipendenti", che sono circa 5.500, "e una parte dei cassintegrati di Pomigliano". Con Marchionne e il presidente Fiat, John Elkann, in prima fila, in mattinata il responsabile del brand Jeep, Mike Manley, ha presentato il Renegade affermando che il target globale di vendite di Jeep sale a 1 milione di unità da 800 mila. Nei piani di Fiat e Chrysler, avviate verso la fusione in Fiat Chrysler Automobiles, il mini Suv dovrebbe essere prodotto anche in Brasile dal 2015 e in Cina a partire dal 2016.

Marchionne non ha confermato il possibile convertendo da 1,5 miliardi di euro, chiarendo che nuovi finanziamenti per il gruppo verranno attuati "dopo la fusione" e comunque "se si faranno, nel quarto trimestre di quest'anno o nel 2015". "Ne parlerò presentando il piano industriale a maggio - ha sottolineato - e il convertendo è solo una delle opzioni". Marchionne ha escluso inoltre la possibilità di un aumento di capitale. "Credo - ha chiosato - che in questa fase porterebbe alla distruzione del valore del gruppo". Sulla Ipo a Wall Street di Fca, l'a.d. Fiat-Chrysler ha evidenziato che la quotazione il primo ottobre rimane "il sogno", perché la speranza è quella di "replicare le stesse date del percorso di Cnh Industrial", ma "mi dicono che c'è da lavorare". Intanto, ha precisato Marchionne, "non c'è un problema sull'utilizzo della cassa di Chrysler, c'è la possibilità di distribuire fino al 50% dell'utile". Per quanto riguarda il debito Chrysler, "è noto che Fiat può richiamarlo nel 2016, se lo farà dipenderà dalle condizioni di mercato".

All'Italia, ha ribadito l'a.d., non saranno chiesti aiuti pubblici, perché "non credo comunque che il Paese sia in grado di sostenere in questa fase delicata una richiesta simile". "Non c'è un problema a Mirafiori - ha aggiunto - stiamo sviluppando la gamma Maserati". Sulla nascita di Fca, holding di diritto olandese con sede fiscale nel Regno Unito, Marchionne ha detto che "non abbiamo mai lasciato l'Italia, ci stiamo muovendo internazionalmente perché il contesto è cambiato". Inoltre, ha garantito, "la produzione di Alfa Romeo rimarrà in Italia. Non è una questione nazionalistica, penso ci siano dei luoghi a cui appartieni, per Alfa Romeo è l'Italia, come per Ferrari e Maserati". In Europa, ha affermato l'a.d.,

il gruppo punta a tornare all'utile "alla metà del decennio".

Interrogato sulla staffetta alla guida del governo tra Enrico Letta e Matteo Renzi, Marchionne ha spiegato che "siamo filogovernativi, noi appoggiamo chiunque sia al governo e faccia il bene del Paese, che ha bisogno di credibilità internazionale". Sulle misure in cantiere, l'a.d. ha detto che la riduzione del cuneo fiscale è "dovuta da parecchio tempo per incoraggiare il sistema economico", mentre Fiat "ha raggiunto un accordo con i sindacati che ci permette di avere un quadro preciso". Rispondendo anche sul Jobs Act, Marchionne ha sottolineato ancora che "non ci influenza" ma di non voler "minimizzare" quello che fa Renzi, e che spera invece "venga appoggiato", anche perché il taglio del cuneo fiscale darà "fiducia" alle imprese, "è un percorso dovuto perché storicamente siamo davvero indietro". Sul governo ha risposto anche Elkann.

"Noi auspichiamo stabilità - ha sostenuto - quella stabilità che abbiamo sempre chiesto e che speriamo possa servire a fare le cose necessarie al Paese". Il presidente del Lingotto, interpellato su Rcs e lo scontro con il patron di Tod's, Diego Della Valle, ha risposto che "Fiat, come tutti gli azionisti, aspetta fiduciosa i conti" e l'Investor day del gruppo editoriale.

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