Fiat, Marchionne: Orgoglioso di Chrysler, Italia deve cambiare

Torino, 1 feb. (LaPresse) - I conti 2011 di Fiat-Chrysler "sono notevoli", ma quelli della sola casa di Auburn Hills "eccezionali". Questo anche perché gli stabilimenti italiani devono diventare "flessibili" come quelli statunitensi. Così l'amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, ha commentato i risultati di esercizio nella conference call con gli analisti.

La casa di Auburn Hills è tornata all'utile per la prima volta dal '97, incamerando un profitto netto di 183 milioni di dollari contro il rosso per 652 milioni del 2010. Marchionne si è detto "ottimista" per l'anno in corso, soprattutto per quanto riguarda Chrysler, a cui dipendenti distribuirà un bonus per premiarli della performance di esercizio. Il manager italo-canadese ha inoltre definito "fenomenali" le vendite di gennaio, cresciute del 44% su base annua, e si è detto "orgoglioso" per quanto fatto alla guida della casa statunitense. Tuttavia, ha sottolineato, per il gruppo il 2012 sarà "un anno di transizione" e si farà sul serio nel 2013, a partire dal Salone dell'auto di Detroit.

Senza l'apporto di Chrysler i conti 2011 di Fiat sarebbero in pareggio. Marchionne ha spiegato che sui risultati pesano "le difficili condizioni del mercato europeo". La combinazione di Fiat-Chrysler, secondo Marchionne "permetterà di raggiungere i target della guidance 2012", con volumi compresi tra 4,1 e 4,4 milioni di auto vendute, mentre l'ad ha sostenuto che in Nord e in Sud America le cose sono avviate comunque nella giusta direzione. Per l'Europa il numero uno del Lingotto ha chiarito di essere "aperto" a discutere per un terzo partner di Torino e Auburn Hills. Rispondendo a un analista Marchionne ha precisato di essere pronto "a valutare proposte, ma non ci sono aggiornamenti da dare".

Per quanto riguarda l'Italia Marchionne è molto severo. "Stiamo lavorando per aggiustare in modo permanente il sistema produttivo italiano", ha affermato il manager italo-canadese, che ha detto ancora che "l'ingente investimento a Pomigliano è la dimostrazione che vogliamo lavorare a questo insieme con gli operai e con chi ci sta". Secondo l'ad "l'obiettivo è raggiungere per la produzione negli stabilimenti europei la stessa flessibilità che abbiamo negli Stati Uniti". Marchionne ha chiarito che il caso dello stabilimento campano dimostra che "la maggior parte dei lavoratori è con noi" e ha aggiunto che la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese "ha permesso di eliminare le inefficienze" in Italia. Se le stime sui volumi saranno confermate "non ci saranno altre chiusure". La cessazione della produzione in Sicilia è stata definita da Marchionne "dolorosa ma necessaria".

Stavolta sono stati i risultati e le prospettive dei mercati a stimolare la curiosità degli analisti, rispetto alla scalata che ha portato Fiat a consolidare Chrysler lo scorso giugno. Della quota di Veba in Chrysler "si discuterà nel secondo semestre dell'anno", ha detto alla comunità finanziaria Marchionne. Che ha giustificato la decisione di non distribuire la cedola del dividendo per le azioni ordinarie Fiat con la decisione di "mantenere la liquidità".

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