Fiat, due anni di cassa a Melfi per ristrutturazione

Torino, 15 gen. (LaPresse) - La Fiat ha chiesto per lo stabilimento di Melfi, in provincia di Potenza, la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione industriale per il periodo che va dall'11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014. E' quanto si apprende da fonti aziendali, che spiegano che "oggi è stata fatta una dichiarazione ufficiale che era scontata: per fare gli investimenti che abbiamo annunciato sono necessari importanti interventi di ristrutturazione". Le operazioni sulle linee saranno alternate per permettere che la produzione della Punto prosegua. "Si faranno - precisa l'azienda - due automobili completamente diverse dalla Punto, e servirà intervenire per la lastratura, la verniciatura e ancora di più per il montaggio, perché i componenti sono diversi".

Fiat: Tutti al lavoro a Melfi entro fine 2014 L'obiettivo della Fiat a Melfi "è far tornare a lavorare regolarmente, nel minor tempo possibile, tutti i lavoratori. Questo potrà avvenire con inizio della produzione dei due modelli. Il primo previsto nel terzo trimestre del 2014 e il secondo nel quarto trimestre dell'anno". Lo afferma in una nota un portavoce della Fiat, che precisa che la cassa è necessaria per far partire gli investimenti.

Fiom: Preoccupazione, dettagli piano ignoti La Fiom-Cgil della esprime "preoccupazione" per richiesta di cassa integrazione della Fiat "perché ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento di Melfi e i tempi per la realizzazione del nuovo progetto". E' quanto si legge in una nota del sindacato. La Fiom chiede al Lingotto e alle istituzioni regionali "la massima trasparenza nella gestione della cigs al fine di garantire la rotazione al lavoro di tutti i lavoratori, per impedire come avvenuto a Pomigliano discriminazioni e perdite salariali a danno dei lavoratori che da diversi anni stanno pagando la crisi, oltre al dettaglio del piano industriale con gli investimenti per evitare sorprese".

Fim: Ristrutturazione sia rapida "Il piano di ristrutturazione con ricorso alla cigs annunciato stamane da Fiat ai sindacati dovrà essere rapida e dovrà limitare al minimo possibile i disagi ai lavoratori". È quanto dichiara la segreteria regionale della Cisl Basilicata in merito alla richiesta di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione avanzata dalla Fiat. L'organizzazione sottolinea di "guardare con fiducia al rilancio della Sata". La Fim lucana spiega che "avevamo messo in conto un periodo di ristrutturazione e di cassa integrazione straordinaria per adeguare le linee di produzione ai nuovi modelli Suv, e chiediamo precise garanzie su tempi e modalità di tale ristrutturazione, a partire dalla rotazione della cigs".

Fismic: Notizia positiva "L'annuncio dato oggi della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione per due anni nello stabilimento di Melfi è una notizia che annoveriamo tra quelle positive". Lo afferma il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo, "in quanto - prosegue - è la conferma della partenza degli investimenti che dovranno terminare entro l'anno per l'avvio della produzione della 500X e del Suv a marchio Jeep per il mercato mondiale". Secondo Di Maulo "ci saranno disagi per i lavoratori, ma va sottolineato che i disagi saranno contenuti perché nello stabilimento di Melfi si continuerà a produrre la Grande Punto sull'altra linea di montaggio che non verrà toccata per ora dagli investimenti".

Angeletti: Azienda vuole investire "Era previsto perché lo stabilimento deve essere ristrutturato e la cassa integrazione serve per il cambiamento delle linee di montaggio. Questa è la conferma che la Fiat vuole investire". Lo ha affermato a Tgcom24 il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, dopo l'annuncio della cassa integrazione straordinaria chiesta dal Lingotto per Melfi. "Questo farà sì - ha proseguito Angeletti - che a Melfi si potranno produrre nuovi modelli di auto. Sarei stato molto preoccupato se non fosse accaduto nulla, il fatto che ci sia stata questa decisione, che era stata annunciata, è che per fare nuovi modelli bisogna ristrutturare gli stabilimenti. Andarsene? Sarebbe assurdo investire dei soldi in un luogo che si vuole lasciare".

Bonanni: Vigileremo su impegni Fiat "Vigileremo anche a Melfi perché la Fiat mantenga gli impegni presi con il sindacato sui nuovi investimenti. Grazie a noi la Fiat non chiuderà altri impianti in Italia. Ma i partiti politici e anche la Fiom farebbero meglio a non fare campagna elettorale utilizzando strumentalmente le vicende sindacali". Lo afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando la richiesta di cigs avanzata dalla Fiat per lo stabilimento lucano.

Landini: E' ridimensionamento "Siamo di fronte a un ridimensionamento occupazionale con la testa sempre più spostata verso gli Stati Uniti. Siamo preoccupati perché leggiamo il fatto. Monti a Melfi ha dato la benedizione alla riduzione della presenza della Fiat nel nostro Paese". Lo ha affermato il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, intervenendo a Tgcom24 sulla richiesta della Fiat di cassa integrazione straordinaria a Melfi. Il leader dei metalmeccanici di Corso d'Italia chiede "un tavolo di trattativa vera e l'intervento del governo".

Vendola: 'Cuori forti'? Solo cassa integrazione "Eccola 'l'operazione per cuori forti' annunciata solo un mese fa a Melfi da Monti e Marchionne: due anni di cassa integrazione". Lo scrive su Twitter il leader di Sel Nichi Vendola.

Fassina: Governo convochi azienda "La richiesta di cassa integrazione straordinaria è chiara. Chiare e pesanti saranno anche le conseguenze sui redditi dei lavoratori, in particolare per quelli dell'indotto già da un anno fermi. Meno chiare sono le prospettive degli investimenti e le ricadute occupazionali a essi associati, dato il ridimensionamento della portata produttiva degli impianti di Melfi. Prima della firma del decreto per la Cigs, il governo convochi l'azienda per conoscere i dati essenziali sul piano industriale da attuare a Melfi entro il 2014". Lo afferma Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Partito democratico.

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