Federmeccanica: In 7 anni produzione crollata del 33%, -230mila posti

Roma, 27 nov. (LaPresse) - Tra luglio e settembre la produzione metalmeccanica in Italia è scesa di un ulteriore 1,5% rispetto al precedente trimestre (-1,9% rispetto all'analogo periodo del 2013), un risultato ben peggiore di quello della media europea, che ha registrato, nel corso degli ultimi dodici mesi, una crescita dell'1,2%. E' quanto emerge dalla 132° indagine congiunturale di Federmeccanica, che sottolinea che la ripresa "è ancora lontana". Quello della meccanica italiana è "un ridimensionamento strutturale" con il calo della produzione che, salvo brevi periodi di ripresa, dura ormai da 7 anni. Rispetto alla fase pre recessiva si sono persi quasi 33 punti di produzione e il 25% della capacità produttiva installata; nello stesso periodo, sono andati persi più di 230.000 posti di lavoro.

Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, evidenzia che "la metalmeccanica non è soltanto il cuore dell'industria italiana e il più rilevante tra i comparti manifatturieri per la sua capacità di contribuire alla produzione della ricchezza nazionale (8%) e di dare lavoro a oltre 1,8 milioni di persone". "Lo è anche - prosegue Storchi - per la sua propensione all'innovazione, per la spinta competitiva delle sue imprese che si rinnovano e si internazionalizzano e per la volontà e la capacità di reagire, tutti elementi che costituiscono un volano per l'intera economia". Inoltre nel 2014 si confermano i trend negativi delle dinamiche occupazionali nel settore della meccanica italiana. Nei primi 8 mesi dell'anno, segnala Federmeccanica, si è perso l'1,1% dei posti di lavoro nelle imprese con oltre 500 addetti, mentre le ore di Cig autorizzate sono state pari a 327 milioni, vale a dire +1% rispetto ai livelli già record dell'anno precedente.

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