Fca, zero debito ma giù utili: cade in Borsa. Manley: "Restiamo forti"
Primo appuntamento pubblico con i finanziatori dopo la nomina di fronte all'aggravarsi delle condizioni di salute dell'ex ad

Mike Manley, il nuovo ad di Fiat Chrysler Automobiles, si prende da Sergio Marchionne le chiavi di un gruppo con 'zero debito'. Una "pietra miliare" per il manager italo-canadese, che si è spento proprio mercoledì in un ospedale di Zurigo. Ma l'utile cala del 35% facendo affondare pesantemente il titolo in Borsa e costringendo il gruppo a tagliare i target per il 2018. Invariati, invece, gli obiettivi del piano al 2022. "Il mio mandato è portare a termine con successo un piano quinquennale di una Fca forte e indipendente", spiega il manager inglese nella sua prima uscita con i mercati finanziari da capo azienda.

"Sergio sapeva che questo sarebbe stato un trimestre duro e così è stato", dice Manley. Nonostante le consegne in aumento del 6% a 1,3 milioni di vetture e i ricavi in crescita del 4% a 29 miliardi di euro, Fca chiude il secondo quarto con un utile netto a 754 milioni, a fronte degli 1,15 miliardi di un anno prima. L'azzeramento del debito, dato già come quasi archiviato da Marchionne lo scorso primo giugno a Balocco, probabilmente era stato già scontato dai mercati che ignorano la liquidità netta industriale a 0,5 miliardi di euro, in progresso di 1,8 miliardi nei tre mesi.

A Piazza Affari il titolo di Fca, più volte sospeso al ribasso, crolla del 15,5% a 13,99 euro. Emorragia simile si registra dalle prime battute a Wall Street. Il trimestre debole ha costretto Manley ad abbassare la guidance di quest'anno. Se resta fermo il target di 5 miliardi di utile netto adjusted, i ricavi netti sono visti a 115-118 miliardi da circa 125 miliardi, l'Ebit adjusted a 7,5-8 miliardi, da 8,7 miliardi, e la liquidità netta industriale a circa 3 miliardi da circa 4 miliardi. "Non cambiano gli obiettivi al 2022" che "sono fattibili e ragionevoli", taglia corto Manley, che sostiene che Marchionne stesso fosse "consapevole" che le prospettive per quest'anno sarebbero state da rivedere. Il nuovo a.d. sottolinea che "il 2018 rappresenta un anno molto forte per Fca" anche così.

Manley aggiunge ancora che l'esecuzione del piano in continuità con le linee tracciate dal manager con il maglioncino resta la sua mission. Evidenzia il record di profitti in Nord America, con un utile operativo di 1,4 miliardi di euro (+8%), e vede un "significativo incremento" della redditività nella seconda metà dell'anno. Per Manley "la sfida più grande è in Cina", dove Maserati ha sofferto un calo di consegne nel trimestre per questioni legate ai dazi e dove "è molto importante il riposizionamento di Jeep". Quando gli chiedono sulla possibilità di alleanze, il capo esecutivo ricorda che l'approccio di Fca, come da impronta di Marchionne, resta "flessibile", ma che il gruppo è attrezzato per andare avanti sulle proprie stesse ruote. In una lettera inviata ai dipendenti, Manley sottolinea quanto sia "difficile" per tutti "accettare il fatto che non potremo mai più rivedere Sergio Marchionne". Ma "il modo migliore per rendere omaggio" all'ex capo esecutivo, è "continuare a fare quello che facciamo e cercare di farlo sempre meglio, come lui ci ha insegnato, puntando a raggiungere traguardi sempre più alti".

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