Fca oltre attese con Nord America: alza target, vola in Borsa

di Lorenzo Allegrini

Torino, 30 lug. (LaPresse) - Fiat Chrysler Automobiles alza il velo sui conti del secondo trimestre del 2015, che battono le attese dei mercati facendo volare il titolo in Borsa. I dati al 30 giugno permettono al gruppo di ritoccare leggermente al rialzo i target di esercizio, ma l'a.d. Sergio Marchionne resta cauto. Per il manager italo-canadese i risultati sono "soddisfacenti". Se migliorano infatti quelli nelle regioni Emea e soprattutto Nafta, dove i margini balzano al 7,7% dal 4,9% del secondo trimestre, pesa la "debolezza" in Apac e, in particolare, in America Latina.

Gli investitori, comunque, apprezzano le stime al rialzo. Poco dopo l'uscita dei conti Fca è schizzata a Piazza Affari di oltre il 6%, per chiudere con un +5,75% a a 13,98 euro. A mercati chiusi, Standard & Poor's ha inoltre alzato l'outlook della società da 'stabile' a 'positivo', attenendosi che il gruppo potrà accedere ai "corposi saldi di cassa di Fca Us" l'anno prossimo.

Il secondo trimestre di Fca si è chiuso con un utile netto in crescita del 69% a 333 milioni di euro, rispetto ai 197 milioni di un anno prima. Bene anche i ricavi, con un +25% a 29,2 miliardi. Le attese del mercato erano ferme a 26,4 miliardi. Gli aumenti registrati da Nafta (+40%), Emea (+19%) e Componenti (+23%) sono stati solo parzialmente compensati dai cali registrati da Latam (-15%) e Maserati (-17%). In Nord America l'Ebit adjusted, che non include tuttavia gli effetti dell'accordo con la Nhtsa Usa, è più che raddoppiato a 1.327 milioni di euro da 595 milioni.

Le consegne sono state pari a 1,2 milioni di veicoli, in linea il secondo trimestre del 2014, mentre l'Ebit adjusted si è attestato a 1.525 milioni di euro, in crescita del 58% rispetto ai 968 milioni dei tre mesi precedenti. I dati operativi permettono a Fca di puntare adesso a ricavi a oltre 110 miliardi di euro, dai circa 108 miliardi attesi in precedenza, e a un Ebit adjusted pari o superiore a 4,5 miliardi di euro, dal range di 4,1-4,5 miliardi. La stima sull'utile resta invece 1,0-1,2 miliardi. I target rivisti, precisa Fca, "non includono alcun impatto" dalla Ipo di Ferrari a Wall Street che resta prevista per il quarto trimestre dell'anno.

Nel corso della conference call con gli analisti l'a.d. Sergio Marchionne ha ricordato il "significativo calo" del mercato sudamericano e sottolineato il peso dei costi per l'avvio dello stabilimento di Pernambuco. In America Latina, Fca ha terminato i tre mesi con una risultato in rosso per 79 milioni, precipitato di 142 milioni su tre mesi precedenti. Ma, ha rassicurato l'a.d., "pensiamo di poter ritornare al profitto" nell'area.

Marchionne è tornato in apertura di conference call sull'accordo con la Nhtsa Usa. La sicurezza dei clienti, ha detto il top manager, è "un obbligo inderogabile" per Fca. Rispondendo agli analisti su altre questioni, Marchionne ha smentito le indiscrezioni di stampa su una possibile cessione di Magneti Marelli, che "fornisce un forte contributo all'evoluzione tecnica di Fca", perciò "lavoriamo per svilupparla" e al momento "non c'è alcun piano immediato" per cederla.

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