Fca, l'importatore di Great Wall assicura: "Serissimi e mirano in alto"
La casa cinese è balzata agli onori delle cronache dopo aver confermato il proprio interesse per il brand Jeep

Serietà e prudenza. Sono i due tratti che Federico Daffi, amministratore unico di Eurasia Motor Company associa al top management di Great Wall Motors, la casa automobilistica cinese balzata agli onori delle cronache italiane e internazionali negli ultimi giorni, dopo aver confermato il proprio interesse per Fca e in particolare per un'ipotetica acquisizione del brand Jeep. L'opinione di Daffi, espressa nel corso di un'intervista rilasciata a LaPresse, si basa su una lunga frequentazione: l'imprenditore bresciano è infatti da più di 10 anni l'importatore esclusivo per l'Italia dei veicoli prodotti dal costruttore di Baoding. "Non ho né conferme né smentite, non ho nessuna posizione ufficiale e non sono neanche tenuto a saperlo, come importatore", è la doverosa premessa in merito al caso Fca. Alla quale segue un ritratto a tinte nette di Wei Jianjun: "Il proprietario è uno dei più ricchi di Cina perché lo è diventato: ha fatto i soldi con le automobili. Col successo degli ultimi anni mira sempre più in alto".

Come è nato il vostro rapporto?
Sono stato quello che ha portato Great Wall in Italia praticamente dal 2006, quando abbiamo importato le prime vetture. Ma i contatti sono iniziati nel 2003-2004, quando la Cina era considerata l'ultima frontiera per le automobili. Volevo trovare una società che mi seguisse in questa avventura: ne avevamo individuate 5 o 6 e quella più seria, alla fine, si è rivelata Great Wall.

Quanti sono i concessionari che vendono le loro auto in Italia, al momento?
Noi siamo partiti bene, poi siamo andati incrementando. Fondamentalmente il problema che abbiamo avuto, e che si presenta con tutte le case cinesi, è quello delle omologazioni: facevano fatica a stare al passo con quelle che erano le omologazioni europee. Siamo arrivati a fare 2.500 auto vendute nel 2010, poi abbiamo avuto questo problema e stiamo ripartendo ora con l'Euro 6. Avevamo un centinaio di concessionari, poi siamo calati a una cinquantina e ora stiamo ricostruendo la rete.

In Italia chi compra veicoli Great Wall?
Persone che cercano il miglior rapporto qualità.-prezzo. Adesso stiamo vendendo soprattutto pick-up.

Si dice non sia semplice comunicare con imprenditori che vengono da una cultura così lontana. Lei è stato addirittura un precursore: ha trovato grosse difficoltà?
Non è stato facile, ma è gente serissima. Piuttosto che prendere una decisione azzardata non la prendono. Soprattutto, mi sono accorto che è una differenza che riguarda i cinesi del Nord. La Great Wall è a Baoding, vicino a Pechino: hanno una mentalità per cui sono molto seri, magari preferiscono non prendere iniziative quando non sono sicuri al 100%.

Come vede il loro percorso?
Questa azienda ha avuto una crescita clamorosa, ma soprattutto per quanto riguarda il mercato interno. Si sono concentrati sulla produzione di Suv, perché il proprietario ha capito che il futuro era quello, quindi non si perde neanche nel proporre o sviluppare berline o segmenti A, B, o C. Questo gli ha permesso di avere un successo in patria incredibile: l'anno scorso hanno prodotto un milione di vetture.

I conti del primo semestre non sono però sembrati brillanti, loro li hanno motivati parlando di maggiori spese in ricerca e sviluppo e di un aumento dei costi di promozione...
Sono arrivati alla curva della parabola, perché hanno avuto diversi anni, tre o quattro, in cui hanno prodotto tanti modelli nuovi. Nel primo semestre hanno segnato comunque una piccola crescita in Cina.
 

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