Faro Ue su Fiat e Apple per accordi fiscali in Lussemburgo e Irlanda

Bruxelles (Belgio), 30 set. (LaPresse) - La Commissione europea ritiene che gli aiuti fiscali concessi ad Apple e a Fiat Finance da, rispettivaemente, Iralanda e Lussemburgo, potrebbero configurarsi come illegittimi. La Commissione Ue ha inviato una lettere al governo irlandese in cui si sostiene che il trattamento fiscale concesso alla Mela morsicata di Cupertino solleva "dubbi sulla compatibilità" con il diritto comunitario.

Apple incanala la maggior parte dei guadagni delle sue vendite internazionali nelle filiali in Irlanda, dove beneficia di basse aliquote che sono state negoziate con Dublino. Bruxelles afferma che le offerte fiscali fatte alla società Usa nel 1991 a poi nel 2007 mostrano "diverse incongruenze" e potrebbero non essere conformi con gli standard fiscali internazionali, per cui la Commissione Ue si rifà all'Ocse. L'Ue ha annunciato l'indagine a giugno e adesso richiede ulteriori documenti all'Irlanda, prima di prendere una decisione che probabilmente richiederà diversi mesi.

Per quanto riguarda l'accordo fiscale raggiunto da Fiat Finance and Trade, la filiale lussemburghese di Fiat, con il Lussemburgo, questo potrebbe configurarsi come un aiuto di Stato che va a falsare la concorrenza. Nelle conclusioni preliminare di un documento di 32 pagine, diffuso dagli uffici del commissario alla concorrenza Ue, Joaquin Almuria, che ha aperto nel giugno scorso l'indagine sulla finanziaria del Lingotto, la Commissione chiede al Lussemburgo maggiori chiarificazioni sull'accordo fiscale di 'tax ruling' raggiunto nel 2012 che riguarda gli anni fino al 2016.

Secondo Bruxelles, Fiat Finance and Trade godrebbe di un vantaggio annuale selettivo rispetto al suo settore, con rischi ridotti e un prezzo di trasferimento del denaro con condizioni particolarmente favorevoli e disallineati al mercato, che condizionerebbero la ripartizione dell'imponibile tra le filiali in Paesi diversi. Tuttavia le considerazioni della Commissione non sono definitive e l'indagine è ancora in corso. Bruxelles valuta gli accordi fiscali seguendo criteri Ocse.

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