Expo, Coldiretti denuncia: In un paese su quattro esiste il falso Made in Italy

Roma, 18 lug. (LaPresse) - "In almeno un Paese su quattro (25 per cento) tra quelli che partecipano ad Expo sono realizzate e vendute diffusamente fantasiose ed imbarazzanti interpretazioni di piatti e prodotti alimentari falsamente italiani in sfregio all'identità del Made in Italy". E' quanto emerge da uno studio della Coldiretti divulgato in occasione dell'Assemblea nazionale ad Expo, dove per la prima volta è stata realizzata una esposizione con esempi scovati nei diversi continenti per denunciare pubblicamente l'oltraggio che si realizza a danno dell'identità e della reputazione della cultura alimentare nazionale.

"Dal Thai pesto che corregge in stile orientale la prestigiosa salsa ligure alla SauceMaffia del Belgio per intingere le patatine, dal kit statunitense per preparare in pochi giorni a casa il Parmigiano a quello per il vino Barolo, ma ci sono anche gli improbabili tortelloni con la polenta austriaci, i chapagetti coreani e il prosciutto San Daniele del Canada, oltre agli spaghetti alla bolognese, diffusi ovunque tranne che in Italia, tra gli esempi delle storpiature che - sottolinea la Coldiretti - è costretto a subire il patrimonio enogastronomico italiano nel mondo".

"Non solo monumenti. Ad essere sfregiato nel mondo è anche il Made in Italy alimentare, dallo sfruttamento di antipatici stereotipi per fare marketing sulla pelle degli italiani alle maldestre rivisitazioni di antiche ricette, dalla ridicolizzazione di storici processi produttivi ai nomi storpiati, dalla banalizzazione delle denominazioni fino ai piatti tricolore inventati di sana pianta", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "l'Expo di Milano può rappresentare un momento di svolta per la tutela del patrimonio alimentare e culinario italiano che è il piu' apprezzato, ma anche il piu' offeso nel mondo".

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