Euro-dollaro: Swiss national bank in manovra ma gennaio ha dato segnali ribassisti
(Finanza.com)
L'euro ha avviato la nuova settimana al rialzo sul dollaro americano, recuperando parte del terreno perso venerdì scorso. Si riporta in tal modo verso 1,135. Il cambio rimane inserito "all'interno di un rettangolo che ha lato superiore a 1,1380 e inferiore in area 1,1260” descrive Filippo Scimone trader professionista su Forex. Martedì scorso "la rottura della parte superiore del canale aveva portato a un'accelerazione si sopra 1,14, ma la rottura è rientrata dopo qualche ora. Questo box ha intensamente lavorato la parte centrale del movimento post-riunione Bce”. L'annuncio del Quantitative easing era stato accolto da un forte movimento al ribasso, culminato lunedì scorso con un minimi a 1,1098, soglia da dove il cross ha rimbalzato. "Bisognerà attendere alcuni mesi prima di valutare gli effetti del Quantitative easing lanciato dalla Banca centrale europea. Credo che dall'estate in avanti i dati sull'inflazione cominceranno a essere letti con maggiore attenzione, magari in chiave di un possibile prolungamento del Quantitative easing oltre il settembre 2016 qualora continuassero a rimanere deboli”. 

A guidare i movimenti dell'euro dollaro sono stati anche il risultato delle elezioni in Grecia e la riunione della Federal Reserve, con un convitato di pietra rappresentato dalla Swiss national bank. "La modalità di intervento della Banca nazionale svizzera potrebbe essere la vendita di franchi contro dollari e l'acquisto di euro contro dollaro. L'effetto congiunto determina una risalita dell'euro/franco ma potrebbero essere anche riflessi sull'euro/dollaro”. In ogni caso Scimone consiglia prudenza sul franco svizzero. La presenza della mano forte, anche se leggermente screditata, della Snb sul mercato valutario è testimoniato stamane dai minimi toccato dalla valuta d'Oltralpe nei confronti di euro e dollaro. Secondo il quotidiano svizzero Schweiz am Sonntag, la Banca centrale svizzera starebbe ufficiosamente perseguendo un target di 1,05-1,10 per il cross euro/franco. 

Per quanto riguarda infine gli Stati Uniti, il Pil diffuso settimana scorsa ha deluso le attese. "Stanno deludendo anche alcune trimestrali rilasciate negli ultimi giorni. È possibile che il dollaro forte abbia avuto un impatto negativo, il che potrebbe dar fiato a quella corrente mercantilistica dell'establishment americano che non vede di buon occhio il super dollaro e le svalutazioni competitive contro gli States. Per inciso, da ultime in ordine di tempo, sia la Reserve bank of Australia sia la Banca centrale neozelandese insistono su politiche monetarie accomodanti. Si ipotizza addirittura un taglio dei tassi da parte della RBA” che si riunisce questo venerdì. "Se Wally – riprende Scimone – nelle prossime settimane o mesi, dovesse imboccare la via dei ritracciamenti, le pressioni contro il dollaro forte aumenteranno come pure le pressioni sulla Fed affinché conservi la sua proverbiale pazienza anche oltre il mese di giugno. La mia idea complessiva – tornando al quadro tecnico – è che dal rettangolo attuale ci si sposterà su un rettangolo superiore tra 1,1380 e 1,1540 o verso uno inferiore tra 1,1260 e 1,11. Tenendo presente che la candela mensile che si è chiusa venerdì è stata una candela fortemente ribassista”. 

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