Eni: Utile netto trimestre 1.3 mld (-15.6%). Outlook 2014 confermato

Milano, 29 apr. (LaPresse) - Nel primo trimestre 2014 Eni registra un utile operativo adjusted di 3,49 miliardi, -6,8% rispetto al primo trimestre 2013 mentre l'utile netto adjusted è di 1,19 miliardi (-14,3%) a fronte di un utile netto effettivo di 1,30 miliardi (-15,6%). Il cash flow è di 2,15 miliardi. La produzione d'idrocarburi è stata di 1,583 milioni di boe/giorno in crescita (+0,6%) su base omogenea. Paolo Scaroni, a.d. uscente di Eni, ha commentato: "Nel primo trimestre 2014 Eni ha ottenuto risultati solidi in un mercato ancora difficile, grazie al buon andamento di E&P e ai progressi compiuti nei business mid e downstream, in particolare con la rinegoziazione del contratto di fornitura del gas con Statoil.

L'outlook per il 2014 è in linea con quanto previsto, beneficiando del ramp-up dei nuovi progetti e delle azioni di ristrutturazione in G&P, R&M e Chimica in un contesto di perdurante volatilità in Libia e di debolezza della domanda europea".

Gli investimenti tecnici sono stati pari a 2,54 miliardi ed hanno riguardato principalmente lo sviluppo di giacimenti di idrocarburi e i progetti di ricerca esplorativa.

L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2014 è pari a 13,8 miliardi con una riduzione di 1,16 miliardi rispetto a fine 2013 che riflette il flusso di cassa netto dell'attività operativa di 2,15 miliardi, su cui ha inciso un minore volume di crediti commerciali ceduti in factoring con scadenza successiva alla chiusura del periodo contabile rispetto a quanto fatto a fine 2013 (-750 milioni), e gli incassi da dismissione di 2,18 miliardi relativi principalmente alla partecipazione in Artic Russia. Questi flussi sono stati parzialmente assorbiti dagli investimenti del trimestre. Il leverage - rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto comprese le interessenze di terzi - è migliorato a 0,22 al 31 marzo 2014 rispetto a 0,25 al 31 dicembre 2013.

L'outlook 2014 è caratterizzato da un moderato rafforzamento della ripresa economica globale sulla quale tuttavia pesano le incertezze dovute alla debole crescita in Europa e ai rischi delle economie emergenti. Il prezzo del petrolio è previsto rimanere su valori sostenuti per effetto dei rischi geopolitici e dei conseguenti problemi produttivi in alcuni importanti Paesi, in un quadro di bilanciamento della domanda e dell'offerta di greggio. Lo scenario competitivo rimarrà sfidante a causa del perdurare dei deboli fondamentali nelle industrie europee del gas, della raffinazione e della chimica. In questi settori il management non prevede alcun apprezzabile recupero della domanda, mentre la concorrenza e l'eccesso di offerta/capacità eserciteranno una forte pressione sui margini.

Sulla base di tale outlook, il management conferma le strategie mirate al progressivo riequilibrio economico e finanziario nei settori G&P, R&M e nella Chimica grazie al contenimento dei costi, la rinegoziazione dei contratti gas di lungo termine, le ristrutturazioni/riconversioni di capacità e l'innovazione commerciale e di prodotto. Nel 2014 il management prevede un livello di spending per gli investimenti sostanzialmente in linea rispetto al 2013 (12,80 miliardi l'ammontare degli investimenti tecnici e 0,32 miliardi quello di investimenti finanziari del consuntivo 2013). Il leverage a fine 2014, assumendo un prezzo del Brent medio annuo di 106 $/barile e un cambio medio euro/dollaro di 1,33, è previsto sostanzialmente in linea con il livello di fine 2013 per effetto della gestione industriale e di portafoglio.

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