Eni, nei primi 9 mesi utile netto a 6,3 miliardi: +13,6% annuo

Milano, 30 ott. (LaPresse) - Nei primi nove mesi del 2012 l'utile netto di Eni è stato pari a 6,33 miliardi di euro, in aumento del 13,6% sul corrispondente periodo del 2011. Nel terzo trimestre, annuncia la società in una nota, è stato pari a 2,48 miliardi, in aumento del 40,3% sullo stesso periodo dell'anno scorso. "Nel terzo trimestre - ha commentato l'ad Paolo Scaroni - Eni ha conseguito ottimi risultati grazie alla crescita della produzione, sostenuta dal continuo miglioramento delle attività in Libia. Nei settori del gas, della raffinazione e della chimica abbiamo contenuto l'impatto di uno scenario europeo ancora difficile. La dismissione delle quote in Snam e Galp rafforza la nostra struttura finanziaria, garantendoci la solidità necessaria per perseguire le eccellenti prospettive di crescita del nostro portafoglio di progetti di sviluppo e dei nostri eccezionali successi esplorativi".

Nel terzo trimestre 2012 Eni ha conseguito l'utile operativo adjusted delle continuing operations di 4,36 miliardi di euro, con un aumento del 2,2% rispetto al terzo trimestre 2011 per effetto della solida performance della divisione Exploration & Production (+10,8%) trainata dalla ripresa della produzione in Libia. La divisione Refining & Marketing ha registrato un apprezzabile incremento del risultato operativo sostenuto dal miglioramento dello scenario e dalle azioni di efficienza e ottimizzazione. Il settore Ingegneria & Costruzioni ha conseguito un altro trimestre di solidi risultati (+15,9%). In un contesto di mercato caratterizzato da domanda debole e forte pressione competitiva l'attività Mercato della divisione Gas & Power ha registrato una maggiore perdita operativa adjusted (-17,6%) principalmente a causa degli effetti negativi di alcune price revision con fornitori e clienti di lungo termine rilevati anche a seguito di lodi arbitrali. Questi driver sono stati attenuati dai benefici delle rinegoziazioni di altri contratti di approvvigionamento e dalla ripresa delle forniture libiche. Il risultato operativo di Gruppo è stato sostenuto nel complesso dal rilevante apprezzamento del dollaro rispetto all'euro (+11,5%).

Nei primi nove mesi 2012 l'utile operativo adjusted delle continuing operations di 14,80 miliardi di euro è aumentato del 13,9% rispetto allo stesso periodo del 2011 per effetto degli stessi driver del trimestre.

Nel terzo trimestre 2012 l'utile netto adjusted delle continuing operations di 1,78 miliardi di euro è in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nei primi nove mesi 2012 l'utile netto adjusted delle continuing operations di 5,61 miliardi di euro è aumentato del 4,6%.

Nel terzo trimestre 2012 l'utile netto delle continuing operations di competenza Eni di 2,46 miliardi di euro è aumentato di 0,69 miliardi di euro rispetto al terzo trimestre 2011 (+38,7%) per effetto delle plusvalenze di 1,15 miliardi di euro registrate sulla cessione del 5% del capitale sociale di Galp Energia SGPS SA ad Amorim Energia BV e rivalutazione della partecipazione residua mantenuta da Eni. Tali fattori positivi sono stati in parte compensati dalla flessione dell'utile operativo (-0,17 miliardi) dovuta principalmente al settore Gas & Power (-0,59 miliardi) a causa della rilevazione di oneri relativi a revisioni del prezzo del gas di alcuni contratti di acquisto e di vendita di lunga durata, anche a seguito di lodi arbitrali. In particolare il risultato del settore recepisce oneri per revisione di prezzo sui predetti contratti relativi a forniture di competenza di precedenti reporting period per 909 milioni di euro nel trimestre e 986 milioni di euro nei nove mesi considerati special item poiché relativi a periodi di price revision ormai conclusi.

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