Eni: cessione Saipem non è vicina, per utili servono prezzi petrolio più alti
(Finanza.com)
La cessione di Saipem non è vicina e tornerà in agenda quando il mercato si stabilizzerà. La conferma arriva direttamente dal numero uno di Eni, Claudio Descalzi, intervenuto in un'audizione alla Commissione attività produttive della Camera. La controllata era stata tolta dal mercato qualche mese fa, complice il tracollo in Borsa dai 20 euro del luglio 2014 agli attuali 8,40 euro. Senza contare che nel luglio del 2012 il titolo viaggiava in area 40 euro.
 
Descalzi ha inoltre fornito la sua view sul petrolio, crollato in sette mesi da 110 dollari al barili a 45 dollari. L'amministratore delegato di Eni prevede che nel 2015 i prezzi del greggio dovrebbero attestarsi in media tra 55 e 60 dollari al barile, con un aumento nella seconda parte dell'anno. Le quotazioni dell'oro dovrebbero poi salire intorno ai 70 dollari nel 2016 e a 90 dollari nel giro di quattro anni.

Il gruppo di San Donato Milanese, ha assicurato Descalzi, è ben posizionato anche in un questo scenario di prezzi bassi. Il top manager ha dichiarato che Eni, per produrre utili, necessita di prezzi del greggio più elevati e già 50 dollari sarebbero meglio degli attuali 45 dollari. Con questi prezzi, inoltre, le major stanno tagliando in media il 10-15% degli investimenti previsti nei rispettivi piani industriali. 

Infine Descalzi si è soffermato sulle riserve in Italia, definite importanti soprattutto per quanto riguarda il gas. Inoltre, Descalzi ha fatto sapere che il processo di estrazione in Italia ha break even interessanti in area 20-30 dollari al barile

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