Energia, pesante rincaro delle bollette: elettricità +15,6%, gas +11,4%

Protesta delle associazioni dei consumatori. "Una stangata record"

Pesante rincaro delle bollette dell'energia. A partire dal prossimo trimestre, dal primo ottobre al 31 dicembre, le tariffe aumenteranno rispettivamente del 15,6% per l'elettricità e dell'11,4% per il gas naturale. La "colpa" è da attribuire alla pandemia di coronavirus e al conseguente lockdown imposto al Paese per buona parte del mese di marzo e per tutto aprile. Questa, almeno, la motivazione di Arera, l'ex Autorità dell'energia. "Dopo il crollo dei prezzi registrato nei mercati energetici all'ingrosso nella fase più acuta dell'emergenza Covid, la ripresa dei consumi di energia, che conferma la ripartenza dell'economia in Italia e in Europa, ha quindi portato ad un graduale rialzo delle quotazioni. L'effetto complessivo risulta particolarmente marcato nei mercati del gas naturale e della CO2 e si è riflesso, conseguentemente, anche nel mercato elettrico", si legge nella nota diffusa.

Protesta delle associazioni dei consumatori. "È una stangata record che non ha precedenti. Un primato assoluto. Mai, da quando ci sono gli aumenti trimestrali stabiliti dall'Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati", dichiara Marco Vignola, responsabile del settore energia dell'Unione Nazionale Consumatori.

Critiche anche da Coldiretti. "L'aumento delle tariffe energetiche pesa sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione e la commercializzazione dei prodotti in una situazione condizionata dall'emergenza Covid", afferma, in una nota, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana. "L'aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare con l'arrivo dell'autunno. Il costo dell'energia riflette in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole che quelle della trasformazione e della distribuzione. I consumi alimentari degli italiani, come specificato nella nota che cita dati Ismea, sono calati del 10% nel 2020 per effetto del crollo del canale della ristorazione e non sono stati compensati dal leggero aumento del consumo domestico. La spesa per mangiare degli italiani è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010 ed a pesare è la crisi della ristorazione, per cui l'aumento delle bollette va ad aggravare una situazione di sofferenza per le difficoltà economiche, lo smart working, la diffidenza dei consumatori e il crollo del turismo", conclude Coldiretti.

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