Energia, Bortoni: Prezzi ancora troppo alti, ok -10% per pmi

Roma, 19 giu. (LaPresse) - "Una preoccupazione, che attualmente condividiamo col Governo e con le istituzioni europee, è quella per i prezzi finali dell'energia ancora alti in Italia e in crescita in tutta Europa". Lo dice il presidente dell' Autorita' per l'Energia, Guido Bortoni, nella sua relazione annuale 2014. Secondo Bortoni questo è il "sintomo di un sistema non ancora in grado" di "trasmettere al consumatore finale i benefici di prezzo che invece è in calo nei mercati all'ingrosso". "L'intendimento odierno dell'esecutivo - prosegue il presidente dell'Authority - di riduzione delle bollette (-10%) delle imprese, in particolare di quelle medio-piccole, si muove sulla giusta via: ridurre gli oneri, non già redistribuirli tra classi di clienti finali, individuando in via prioritaria i beneficiari delle diminuzioni parafiscali e garantendo l'invarianza di contribuzione agli altri consumatori".

Una quota di "circa il 30% della produzione nazionale" di energia viene dalle rinnovabili il cambiamento del mix produttivo "ha inciso sensibilmente" su dispacciamento, sviluppo e gestione delle reti, con rischi "di nuove inefficienze e di possibili criticità per la stessa sicurezza del sistema", aggiunge. Bortoni sottolinea che "il nostro parco di generazione ha cambiato radicalmente struttura, con una quota di fonti rinnovabili che, in termini di potenza installata, al termine del 2013 ha superato il 37% del totale". Il presidente dell'Authority evidenzia che "la rivoluzione del mix produttivo è ora tale che una quota di circa il 30% della produzione nazionale (quella rinnovabile con costo variabile nullo) offre a zero la vendita della propria energia (incentivi in disparte), pareggiando di fatto la produzione nazionale a gas quanto a volumi prodotti". "Il cambiamento del mix produttivo e della sua distribuzione territoriale - conclude Bortoni - ha inciso sensibilmente non soltanto sui mercati all'ingrosso, ma anche sul funzionamento del servizio di dispacciamento, nonché sullo sviluppo e sulla gestione delle reti. Tutto ciò a rischio di nuove inefficienze e di possibili criticità per la stessa sicurezza del sistema".

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