Electrolux, Squinzi a Letta: Apprensione per un caso emblematico

Roma, 30 gen. (LaPresse) - "Confindustria sta seguendo con grande apprensione la vicenda Electrolux, che assume dimensioni molto preoccupanti non solo per le ricadute occupazionali dirette ma perchè rappresenta un caso emblematico per l'intera industria italiana". Queste le parole del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi in una lettera al premier Enrico Letta in merito alla vicenda Electrolux.

"L'Electrolux - ha sottolineato nella sua lettera Squinzi - ha in questi giorni segnalato alcuni deficit strutturali del nostro Paese che riguardano fattori strategici per la competitività, sui quali da tempo immemorabile sottolineiamo l'urgenza di intervenire: l'elevato costo del lavoro e il differenziale del costo dell'energia rispetto ai principali concorrenti stranieri. Le proposte che abbiamo presentato, però, sono rimaste in larga parte disattese. Anche l'ultima Legge di Stabilità, che avrebbe dovuto segnare un momento di svolta, non e' stata in grado di intervenire in misura incisiva sui principali problemi che impediscono la competitività del nostro sistema produttivo". Per il presidente di Confindustria "la mancanza di risposte su tali questioni ha accentuato la difficoltà dei settori industriali maggiormente esposti alla concorrenza internazionale, come quello degli elettrodomestici, dove nonostante la presenza di elevate competenze stiamo assistendo a un processo di deindustrializzazione. In pochi anni abbiamo ridotto la produzione italiana di oltre il 60% con un impatto drammatico sull'occupazione e su interi territori".

"In assenza di una inversione di questo trend - scrive infine Squinzi - andremo irrimediabilmente verso la desertificazione industriale del nostro Paese e Confindustria non può accettare questa idea. Davanti a questa ulteriore dimostrazione di difficoltà che il nostro sistema industriale sta attraversando, chiediamo al Governo un intervento deciso di politica industriale e, rispetto al caso Electrolux, un serio impegno affinchè il confronto già avviato presso il ministero dello Sviluppo Economico con la partecipazione del ministero del Lavoro possa giungere a un esito positivo nell'interesse delle imprese e dei lavoratori coinvolti". "Sarebbe un segnale deciso sia verso un'impresa che rappresenta un importante punto di riferimento per il territorio sia verso l'industria italiana che sta affrontando con tenacia la crisi economica in atto e vuole vincere questa sfida", conclude il presidente di Confindustria.

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