Coronavirus, la fiera internazionale dell'ottica a Milano senza centinaia di espositori asiatici
Coronavirus, la fiera internazionale dell'ottica a Milano senza centinaia di espositori asiatici

Parla il presidente del Mido Giovanni Vitaloni: "Abbiamo dovuto mettere in piedi un comitato di crisi. Appuntamento fondamentale ma i contraccolpi si faranno sentire"

 Se un battito d'ali a Pechino può far tremare l'occidente, l'effetto del Coronavirus sull'economia globalizzata è un vero e proprio terremoto.  Quest'anno, per la prima volta in cinquant'anni, Mido, la Mostra internazionale dell'industria ottica più importante al mondo che si tiene a Milano dal 29 febbraio al 2 marzo, sarà senza operatori cinesi. E il contraccolpo è pesante. Ne parla con LaPresse Giovanni Vitaloni, Ad di Vanni occhiali e presidente di Anfao, l'associazione nazionale fabbricanti articoli ottici che organizza Mido. "L'impatto del Coronavirus è forte. La fiera capita nel periodo più critico possibile - confida Vitaloni -. Stiamo registrando molte defezioni da parte di espositori e visitatori asiatici e in particolare cinesi che sono impossibilitati a partecipare". Un voragine senza precedenti. 
Su 1300 espositori che normalmente partecipano alla manifestazione, quest'anno circa 300 non saranno presenti. "I voli diretti dalla Cina sono chiusi e visti non sono più concessi. Non solo, tutte le fabbriche cinesi sono ferme - precisa Vitaloni - E' un danno di vaste proporzioni se pensiamo che Mido è un appuntamento cruciale per il settore, a cui partecipano tutte le multinazionali del globo e che registra una media di 50mila presenze l'anno". 
L'Associazione Nazionale di imprese del settore è corsa ai ripari, sfruttando la tecnologia e creando per l'appuntamento fieristico una piattaforma digitale che permetterà tra gli operatori di settore scambi e accordi a distanza. Il Mido avrà dimensioni più ridotte ma resterà, assicura il Presidente della Fiera, un appuntamento fondamentale e di eccellenza. "L'export dell'ottica italiana è per lo più diretta all'USA" spiega Vitaloni, ma dal punto di vista delle produzioni i legami con la Cina ci sono e pesano. Una indicazione sul valore del settore produttivo di occhialeria italiano? 4 miliardi di euro e leadership a livello internazionale 

 

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