Editoria, l'Europarlamento approva la nuova direttiva sul copyright

L'obiettivo è quello di difendere sul piano economico il diritto d’autore. Il sì arrivato dopo lo stop a luglio

Il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sul Copyright (n.2016/0280 denominata “sul diritto d’autore nel mercato unico digitale”). Il provvedimento era già stato bocciato lo scorso 5 luglio e questa era l’ultima occasione di farlo approvare per i sostenitori del diritto d’autore. Sui 703 deputati presenti, i voti favorevoli al testo sono stati 438, quelli contrari 226, le astensioni 39

L'iter del provvedimento partì il 14 settembre 2016 con il progetto di direttiva presentato dalla Commissione, il cui principale obiettivo era modernizzare il diritto d'autore alla luce della rivoluzione digitale. Le discussioni all'Europarlamento sono state molto complesse e le pressioni delle lobby molto forti. Il principio della riforma è spingere i motori di ricerca le piattaforme online, Google, Yahoo!, Youtube e Facebook, a retribuire meglio i creatori di contenuti (articolo 13), creare un nuovo diritto di pagamento per gli articoli pubblicati anche parzialmente dai servizi internet (articolo 11). Chi si oppone afferma che la riforma avrà conseguenze negative sulla libera diffusione dell'informazione. Potranno essere necessari mesi prima che si arrivi a un testo di compromesso, che dovrà nuovamente essere sottoposto all'Europarlamento.

La Commissione - "Accogliamo con favore il voto di oggi all'Europarlamento. È un segnale forte e positivo, un passo essenziale per raggiungere il nostro comune obiettivo di modernizzare le regole sul diritto d'autore nell'Unione europea". Lo hanno dichiarato il vice presidente della Commissione europea per il mercato digitale, Andrus Ansip, e la commissaria per l'Economia digitale, Mariya Gabriel. "Le discussioni tra i colegislatori possono ora cominciare su una proposta legislativa che è un elemento chiave della strategia del Mercato unico digitale e una delle priorità della Commissione europea", prosegue la dichiarazione.

Il relatore Alex Voss -  "Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei". Lo ha dichiarato Alex Voss, relatore della proposta di legge di riforma del diritto d'autore al Parlamento europeo. "Il dibattito su questa direttiva è stato molto acceso e credo che il Parlamento abbia ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse. Abbiamo quindi affrontato le preoccupazioni sollevate in merito all'innovazione escludendo dal campo di applicazione i piccoli e micro aggregatori o piattaforme", ha proseguito Voss. "Sono convinto che, una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore", ha aggiunto il relatore. La posizione del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d'autore. Questo vale anche per i cosiddetti 'snippet', dove viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie. In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità. Allo stesso tempo, nel tentativo di incoraggiare le start-up e l'innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web.

Urbano Cairo "E' una battaglia giusta a tutela di un'industria come quella media in Italia e nel mondo, che ha un numero di occupati molto importante, che garantisce la libertà di informazione e che non può essere messa a repentaglio dal fatto che qualcuno utilizzi i contributi senza pagarli". Lo ha detto il presidente e ad di Rcs Urbano Cairo. "Da parte nostra come Rcs e Cairo Communication abbiamo dato una mano importante al fatto che questa campagna vada in porto - ha aggiunto parlando a Milano a margine della presentazione del Festival dello Sport di Trento - E che aziende come le nostre e tante altre in Italia e all'estero, che hanno fior di giornalisti e dipendenti molto importanti, non vengano saccheggiati da social e quant'altro che beneficiano di questi contenuti senza pagare diritti di copyright che sarebbero sacrosanti".

Luigi Di Maio - Duramente contrario l'M5S: "Una vergogna tutta europea: il Parlamento Ue ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da 'Grande Fratello' di Orwell. Rispetto all'ultimo voto di Strasburgo in cui non fu dato il via libera al testo finale, le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D'ora in poi, secondo l'Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori". Lo scrive su Facebook il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. "Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva - sottolinea -. Oltre all'introduzione della cosiddetta e folle 'link tax', la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti".

Maria Stella Gelmini (FI) - "L'ok del Parlamento europeo alla direttiva sui diritti d'autore nel mercato unico digitale è un'ottima notizia. Su questo tema l'Europa è dalla parte del talento, della creatività, della cultura. Finalmente verrà regolamentato un settore fondamentale per l'economia comunitaria". Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Silvia Costa (Pd) - "Sono molto soddisfatta del voto di oggi a Strasburgo sulla direttiva sul copyright. Ha vinto l'Europa della cultura e della creatività contro l'oligopolio dei giganti del web". Lo ha detto l'europarlamentare Silvia Costa del Partito democratico. "Con la nuova direttiva sul copyright vince la libertà nella responsabilità contro la massiccia campagna di intimidazione nei nostri confronti fatta dai giganti del web - continua Costa - Questa direttiva tende a trovare un equilibrio tra la tutela della diversità culturale e informativa, la costituzione europea e la sostenibilità economica delle imprese che investono nella produzione dei contenuti"

 

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