Draghi: Rischi su ripresa, Bce pronta ad agire ma non al posto governi

Francoforte (Germania), 4 apr. (LaPresse) - "L'indebolimento dell'economia si è protratto all'inizio del 2012 e una ripresa graduale è attesa per la seconda metà di quest'anno, anche se rimangono rischi al ribasso". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo dell'Eurotower. "I rischi al ribasso - ha aggiunto Draghi - includono la possibilità di una domanda interna più debole del previsto e di una lenta o insufficiente implementazione delle riforme strutturali nell'eurozona. Questi fattori possono danneggiare la crescita della fiducia e quindi rinviare la ripresa".

Il numero uno dell'Eurotower ha precisato che la Bce monitora la situazione dell'economia nell'eurozona e l'effetto dei mercati valutari sull'inflazione "ed è pronta ad agire". "C'è stata una discussione sui tassi in consiglio", ha ammesso Draghi, sottolineando però che l'istituto centrale "non può compensare l'inazione dei governi, agendo con misure di stimolo o sul fronte delle riforme strutturali". A una domanda sull'instabilità politica in Italia, Draghi ha risposto assicurando che con il meccanismo anti-spread, ovvero le 'Omt', "e quello che ho chiamato 'contagio positivo' che si è verificato già qualche mese fa, possiamo ancora gestire le conseguenze di una grave crisi senza che diventi sistemica". L'effetto annuncio del meccanismo "è stato molto potente" sugli spread dei bond sovrani, "come quelli di Italia e Spagna".

L'ex governatore di Bankitalia chiede tuttavia che l'europa acceleri sugli strumenti per l'unione bancaria. "E' cruciale", ha detto facendo anche riferimento a Cipro, che l'Ue proceda "all'implementazione rapida del meccanismo di vigilanza comune delle banche e dello strumento di risoluzione unica bancaria", che si occuperebbe di gestire le ristrutturazioni degli istituti di credito.

Sul caso cipriota Draghi ha chiuso la porta alla possibilità che possa essere un modello per altri Paesi dell'eurozona. "Sono certo - ha spiegato - che il presidente dell'Eurogruppo (Jeroen Dijsselbloem, ndr) è stato frainteso, la soluzione scelta per Cipro non è un modello". Secondo Draghi la decisione di procedere ai prelievi forzosi anche sui depositi bancari nelle banche cipriote sotto 100 mila euro "non è stata una scelta intelligente". Il numero uno dell'Eurotower ha precisato che la Bce era contraria alla tassa una tantum sotto quel limite ma "dopo una lunga trattativa con le autorità di Cipro, il risultato fu che si decise per un prelievo anche sui depositi garantiti". Infine il presidente dell'istituto centrale ha chiarito che l'uscita di Cipro dall'euro "non la prendo neanche in considerazione, non esiste alcun piano B", anche perché la moneta unica "non una porta girevole da cui si può entrare e uscire".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata