Draghi non convince i mercati Tonfo di Piazza Affari

Milano, 2 ott. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari chiude in profondo rosso dopo le parole di Mario Draghi che non ha accennato all'ipotesi di un quantitative easing in salsa europea. Il numero uno della Bce ha fatto sapere che Francoforte è pronta ad implementare nuove misure non convenzionali qualora l'inflazione continuerà a scendere. Il mercato però si attendeva maggiori dettagli in questa direzione e Piazza Affari è stata sommersa da una girandola di vendite arrivando a chiudere con un tonfo del 3,91% a 19.894 punti. La soglia dei 20.000 punti non veniva violata dalla scorso 22 agosto. I dettagli sono invece arrivati sulla tempistica degli acquisti di covered bond (metà ottobre) e di Abs (quarto trimestre).

Relativamente all'euro, Draghi ha rimarcato l'importanza del livello del tasso di cambio su stabilità dei prezzi e prospettive di crescita. Draghi ha infine invitato i Paesi della zona euro a non vanificare i progressi e gli sforzi compiuti fino a questo momento.Vendite pesanti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 6,18% a 11,07 euro, Montepaschi il 5,08% a 0,98 euro, Popolare di Milano il 4,25% a 0,619 euro, Intesa SanPaolo il 5,50% a 2,266 euro, Ubi Banca il 5,14% a 6,27 euro, Unicredit il 4,83% a 6 euro. Tracollo di Finmeccanica (-6,43% a 7,12 euro) dopo la revisione dell'outlook giunta da Standard & Poor's ieri a mercati chiusi. Gli analisti hanno abbassato l'outlook da stabile a negativo, confermando i rating di breve e lungo periodo a BB+/B ma minacciando allo stesso tempo un possibile downgrade nei prossimi dodici mesi.

La mossa, ha spiegato l'agenzia statunitense, riflette i risultati finanziari del gruppo sotto le attese in scia alle deludenti performance operative nel settore aerospaziale e della difesa, oltre ai cattivi risultati registrati nel settore ferroviario.Profondo rosso anche per i colossi pubblici dell'energia: Eni ha lasciato sul parterre il 3,81% a 17,90 euro, mentre Enel è arretrata del 3,85% a 3,99 euro. Fiat (-1,67% a 7,32 euro) ha fatto meglio dell'indice di riferimento in scia alle parole dell'Ad Sergio Marchionne durante la conferenza stampa al Salone dell'Auto di Parigi. Marchionne ha ribadito che non è necessario un aumento di capitale e ha confermato i target per l'intero 2014.

Meglio del mercato anche STM (-1,31% a 6 euro) dopo le previsioni di Gartner secondo cui le vendite di semiconduttori a livello mondiale cresceranno quest'anno del 7,2% generando un giro d'affari di 338 miliardi di dollari. A sostenere la domanda di chip sarà l'introduzione di nuovi tablet e smartphone nei prossimi mesi in vista dello shopping natalizio. Sotto i riflettori Telecom Italia (-2,80% a 0,866 euro) dopo che l'Ad Marco Patuano ha dichiarato che non c'è nessun aumento di capitale in programma, nemmeno riservati. "Siamo una società quotata e se c'è un interesse a investire, il mercato è contento", ha risposto l'Ad a chi gli chiedeva notizie sul possibile ingresso in Telecom di Naguib Sawiris attraverso un aumento di capitale in via riservata. Patuano ha poi smentito qualsiasi contatto con Mediaset in merito ad un'alleanza commerciale.

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