Draghi: Investimenti grandi vittime crisi, necessari per rilancio

Milano, 11 set. (LaPresse) - Gli investimenti sono stati "una delle grandi vittime della crisi" e quelli delle imprese nella zona euro, dai massimi ai minimi, "sono diminuiti di circa il 20% dal 2008, contro il 15% durante la recessione del 1992 e mentre gli Stati Uniti sono sopra il loro livello pre-crisi". Lo ha riferito il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo alla cena di gala dell'Eurofi Financial Forum di Milano. Secondo Draghi "non vedremo una ripresa sostenibile se questo non cambia". "Un aumento considerevole degli investimenti - ha aggiunto ancora il presidente della Bce - è essenziale per portare l'inflazione dove la vorremmo vedere, per rilanciare l'economia e ridurre la disoccupazione".

"In parallelo" agli investimenti privati "può essere utile avviare un dibattito sulla politica di bilancio globale della zona euro, al fine di aumentare gli investimenti pubblici dove ci sia spazio fiscale per farlo", ha detto Draghi. "A questo proposito - ha precisato - può giocare un ruolo complementare l'Ue nel sostenere la ripresa degli investimenti privati. Pertanto accolgo con favore il pacchetto di 300 miliardi di euro annunciato dal presidente entrante della Commissione, Jean-Claude Junker, due mesi fa".

Le imprese dell'eurozona, secondo Draghi, devono avere accesso a fonti di finanziamento "più diversificate" e "il lancio di una unione dei mercati dei capitali potrebbe contribuire al raggiungimento di questo obiettivo". Si tratta di un'idea rilanciata dal presidente della Commissione Ue entrante, Jean-Claude Juncker, che "la Bce sostiene pienamente", ha sottolineato Draghi, precisando che questa misura potrebbe portare a una ripresa degli investimenti, insieme con un quadro normativo che "deve essere reso più favorevole alla crescita economica". Per il numero uno dell'Eurotower questi aspetti devono essere implementati sia a livello nazionale sia a livello comunitario.

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