Draghi: Eurozona indebolita. Bce non può fare tutto da sola

Helsinki (Finlandia), 27 nov. (LaPresse) - La politica monetaria "non può fare tutto il lavoro pesante da sola", ma "ogni attore politico - sia a livello nazionale sia a livello europeo - deve fare la propria parte". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo di fronte al Parlamento finlandese. "Questo - ha aggiunto Draghi - dovrebbe accadere all'interno di una strategia complessiva che metta l'economia dell'eurozona di nuovo in pista".

EUROZONA AL RIBASSO. "Abbiamo assistito a un indebolimento della dinamica della crescita della zona euro durante l'estate e le prospettive economiche sono circondate da una serie di rischi al ribasso", ha spiegato Draghi ricordando come "la maggior parte delle previsioni più recenti" siano state "riviste al ribasso". Il presidente della Bce ha sottolineato che "la nostra aspettativa per una moderata ripresa nei prossimi anni rimane ancora valida", ma "sarà probabilmente smorzata da un alto tasso di disoccupazione, una notevole capacità inutilizzata e dai necessari aggiustimenti di bilancio".

PRESTO NUOVE MISURE. Lo staff della Bce è al lavoro per una "tempestiva preparazione di ulteriori misure" non convenzionali "da attuare, se necessario", ha detto Draghi, ricordando che i nuovi strumenti serviranno "in caso di ulteriori rischi da un periodo troppo prolungato di bassa inflazione" e che il consiglio direttivo dell'Eurotower è unanime ne suo impegno" a utilizzarli "nell'ambito del proprio mandato". Dalle misure non standard già attuate, ha sottolineato il banchiere centrale, "abbiamo già indicazioni che il pacchetto di alllentamento creditizio sta producendo benefici tangibili, ma è necessario più tempo afficnhé gli effetti positivi si materializzino appieno".


PIU' CONDIVISIONE SOVRANITA'. L'eurozona "ha bisogno, dal mio punto di vista, di una ulteriore condivisione di sovranità" sulle questioni "della governance economica", ha aggiunto il presidente della Bce, intervenendo di fronte al Parlamento finlandese. "Ciò potrebbe tradursi - ha aggiunto Draghi - in un passo avanti da regole comuni a istituzioni comuni".

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