Draghi: Crisi? Non è solo colpa Europa

Francoforte (Germania), 6 giu. (LaPresse) - "La crescita economica dell'eurozona rimane debole e l'aumento dell'incertezza ha intensificato i rischi al ribasso per il calo della fiducia". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine della riunione del consiglio direttivo dell'Eurotower, chiudendo la tradizionale conferenza stampa con una precisazione: le colpe della crisi non vanno cercate solo in Europa. Il board della Bce ha deciso di mantenere il tasso di riferimento al minimo storico dell'1% e ha comunicato che l'inflazione rimarrà sopra al 2% per tutto l'anno. "La decisione sui tassi di interesse è stata presa a maggioranza - ha detto Draghi ai giornalisti - a larga maggioranza dopo una discussione completa".

Il numero uno della Bce ha lanciato un allarme sulla crescita. Il Pil dell'eurozona è rimasto fermo nel primo trimestre 2012, ha sottolineato, ma "guardando al breve termine ci attendiamo che l'economia dell'area dell'euro possa riprendersi gradualmente". Tuttavia per l'anno in corso l'Eurotower stima un andamento del Pil tra il -0,5% e il +0,3%. "Recuperare la competitività - ha spiegato Draghi - è condizione necessaria per riprendere a crescere".

Nuovi richiami dal vertice di Francoforte arrivano per una fase due che vada oltre il Fiscal Compact: Paesi europei come Italia, Spagna, Irlanda e anche Grecia "hanno fatto buoni progressi con notevoli sforzi", ma "ora devono completare questo processo con riforme strutturali". Inoltre, ha precisato Draghi, il consolidamento fiscale "non può essere basato solo su un incremento delle tasse" e l'idea degli eurobond "è probabilmente più per il lungo termine che per il medio termine".

L'intenzione dell'Eurotower è quella di continuare a sostenere le banche. La Bce proseguirà nel fornire liquidità illimitata alle banche "fino alla fine del 2012", ha affermato Draghi. Che nel frattempo ha esortato i leader europei ad accelerare per trovare soluzioni al summit di fine mese in cui dovranno "indicare la loro visione" sul futuro dell'eurozona. L'Europa, secondo Draghi, "può avere le sue responsabilità ma anche gli altri Paesi hanno i loro problemi" con deficit e debiti, come gli Stati Uniti, e "per questo non è giusto dire che l'Europa è la causa principale della crisi".

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