Dl Fisco in Aula al Senato. Renzi attacca Salvini: "Marchetta su E-Cig"

Il testo passerà alla Camera attualmente impegnata, invece, nell'iter della legge di Bilancio

Il decreto fiscale, collegato alla manovra, è arrivato nell'Aula del Senato: iI via libera in prima lettura dovrebbe arrivare mercoledì, quindi il testo passerà alla Camera attualmente impegnata, invece, nell'iter della legge di Bilancio. Il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci (Lega), intervenendo in aula, ha sottolineato che il decreto "non è assolutamente un condono, specialmente nel momento in cui è stata espunta la dichiarazione integrativa speciale", inizialmente prevista nell'articolo 9, che è stato poi cancellato e riscritto con il cosiddetto emendamento Omnibus.

Insomma, il decreto "è diventato una vera e propria pace fiscale", ha affermato l'ex sindaco di Padova, ora al Mef. Sulla stessa linea anche il relatore Emiliano Fenu (M5S), secondo cui "misure come la rottamazione ter, lo stralcio delle mini cartelle, la definizione agevolata delle liti fiscali e la definizione degli errori formali danno una boccata d'ossigeno ai piccoli contribuenti in difficoltà che meritano di essere rimessi in carreggiata". Insomma, queste misure vengono viste come "un investimento sulle persone che, loro malgrado, non sono riuscite a pagare tutto il dovuto". Non c'è "il minimo sconto per gli evasori", hanno spiegato i pentastellati, sottolineando che il provvedimento è diverso da quello del 2001, quando "con lo scudo fiscale si pagava solo il 2,5% sull'importo dichiarato per regolarizzare i capitali, con l'anonimato garantito".

Il Movimento ha anche marcato le distanze dalle misure fiscali del 2015, quando sotto il governo Renzi, con la voluntary disclosure, si è consentita la riemersione di capitali all'estero. Proprio l'ex leader premier Renzi, ora senatore, ha attaccato il Carroccio perché il pacchetto contiene "il regalo di 177 milioni di euro a chi ha finanziato la campagna elettorale della Lega e di Salvini", il quale "ha ricevuto un finanziamento elettorale da uno dei principali operatori italiani delle sigarette elettroniche per 75mila euro". La conclusione di Renzi è che "questo non è un condono", ma "una marchetta". L'emendamento Omnibus, oltre a cancellare la dichiarazione integrativa, introduce norme importanti come la stessa sanatoria per le irregolarità formali, la proroga del Bonus Bebè, un Fondo per le calamità naturali (525 milioni di euro in due anni), la tassa all'1,5% sulle transazioni tramite money transfer e, appunto, il drastico taglio drastico delle accise sulle sigarette elettroniche (che passano dal 50% al 10-5%). È stata data luce verde anche ad un emendamento del relatore presentato in Aula, che prevede una moratoria delle sanzioni sulle e-fatture fino a settembre 2019 "per i contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell'imposta sul valore aggiunto (Iva) con cadenza mensile". 

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