Dl Fisco, dubbi dai tributaristi: "Rischio che condono sia poco appetibile"

Il giudizio arriva da Antonio Damascelli, presidente dell'Uncat, ascoltato dalla commissione Finanze al Senato, la quale sta esaminando tutte le varie norme contenute nel decreto divenuto celebre per la "manina"

Un condono con un tetto a 100mila euro, e con tutti i paletti posti nel corso della tormentata stesura del cosiddetto Decreto Fisco, "rischia di essere poco appetibile" per i contribuenti. Il giudizio arriva da chi di dichiarazioni dei redditi se ne intende, cioé Antonio Damascelli, presidente dell'Uncat, l'Unione degli avvocati tributaristi. Per l'esperto, nel provvedimento "ci sono dei limiti - come il plafond di 100mila euro; l'esclusione di chi non ha presentato anche solo una dichiarazione; la non chiarezza delle norme - che potrebbero limitare l'accesso". Damascelli, assieme ad altri rappresentanti dell'Uncat, è stato ascoltato dalla commissione Finanze al Senato, la quale sta esaminando il condono, la rottamazione delle cartelle e tutte le varie norme contenute nel decreto divenuto celebre per la "manina" che l'avrebbe modificato, scatenando l'ira del vicepremier Luigi Di Maio.

Allargare rottamazione ad avvisi bonari - Secondo gli avvocati tributaristi, si "dovrebbero tutelare quei contribuenti che si trovano in una fase immediatamente precedente a quella della riscossione, e cioè coloro che hanno ricevuto le comunicazioni di irregolarità della dichiarazione", ovvero i cosiddetti 'avvisi bonari'. "Molti contribuenti non usufruiscono delle agevolazioni (in termini di riduzione delle sanzioni) previste in caso di pagamento entro trenta giorni dalla notifica della comunicazione, poiché non sono nelle condizioni di pagare, nemmeno ratealmente, la somma richiesta: devono pertanto attendere la iscrizione a ruolo, con l'applicazione delle sanzioni nella misura ordinaria e maggiorazioni di interessi, per poter usufruire di una dilazione senz'altro più accessibile di quella prevista dagli avvisi bonari - sottolineano i tributaristi dell'Uncat -. In considerazione di ciò, è doveroso estendere la definizione in questione anche a tali avvisi".

Fuori chi ha saltato una dichiarazione, "eccessivo" - L'Uncat invita poi a non chiudere la porta a chi abbia 'saltato' una dichiarazione in uno solo degli anni considerati per il condono. Il comma 7 dell'art. 9, invece, "prevede che l'accesso alla dichiarazione integrativa speciale è inibito a chi non ha presentato le dichiarazioni fiscali anche per uno solo degli anni d'imposta dal 2013 al 2016", spiegano gli avvocati. E tale inibitoria "generale", che sembra cioé applicarsi anche a fronte di una sola omissione dichiarativa, per un solo anno, appare agli avvocati "eccessiva".

I dubbi dei tecnici parlamentari - Altri dubbi arrivano dal servizio studi parlamentari, che invita a valutare l'opportunità di chiarire esplicitamente "se il limite complessivo di 100mila euro di imponibile annuo vada rapportato al cumulo di imposte e contributi oggetto di dichiarazione integrativa, ovvero se sia riferibile a ciascuno di essi". 

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