Gli effetti del dl Dignità: almeno 53mila a casa a gennaio, nella meccanica il 30%

L'allarme lanciato da Assolavoro e Federmeccanica conferma la frenata delle assunzioni nel mercato del lavoro rilevata dall'Istat

Le imprese lanciano l'allarme sui possibili effetti del cosiddetto 'Decreto Dignità' fortemente voluto dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. A partire dal primo gennaio potrebbero perdere il lavoro per gli effetti del decreto circa 53 mila persone legate alle Agenzie per il Lavoro, perché raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato, calcola Assolavoro. Non solo. Anche l'industria metalmeccanica si prepara a non rinnovare quasi un terzo degli interinali impiegati ad oggi nelle imprese.

In occasione della sua Indagine congiunturale sull'Industria Metalmeccanica, Federmeccanica scrive infatti che "con riferimento al Decreto Dignità, il 30% delle imprese non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere". Si tratta di lavoratori che potrebbero rimanere fuori dal mondo del lavoro, perché l'associazione rende noto che il settore arranca nel terzo trimestre. Dopo "i buoni risultati" tra il 2015 e il 2017, nell'industria metalmeccanica "a partire dai primi mesi del 2018" la produzione "è stata caratterizzata da una fase di sostanziale stagnazione". L'indagine rileva, infatti, una crescita di appena lo 0,1% nel terzo trimestre, dopo il -0,6% del primo e il timido +0,8% del secondo.

La stima di 53 mila posti in meno tra gli interinali, afferma Assolavoro, sarebbe perfino una "stima prudenziale" e "approssimata per difetto". Dall'associazione spiegano che il dato si basa su una proiezione che coinvolge le agenzie del lavoro associate, che rappresentano circa l'85% del mercato. Assolavoro chiede al governo di "correggere il tiro a tutela dei lavoratori". Anche l'Istat, a partire dalla fine dell'estate, ha rilevato una frenata delle assunzioni nel mercato del lavoro.

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