Delrio: Bankitalia sbaglia, l'impatto della Tasi è inferiore alle vecchie tasse

Trento, 30 mag. (LaPresse) - "Rispetto al 2012 che è l'anno di riferimento, non è assolutamente così. Se ci si confronta con il 2013 quando l'Imu sulla prima casa fu abolita, è un altro discorso". Così Graziano Delrio, a margine del Festival dell'Economia, risponde alle stime diffuse da Bankitalia che parlavano di un aumento del 60% dell'importo delle tasse sulla casa con l'introduzione della Tasi. "La Tasi ha un impatto inferiore alla tassazione precedente sulla casa - aggiunge - chi pagherà di più dovrà parlarne con il suo comune perché la Tasi è un'imposta comunale".

Poco dopo la dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, arriva una precisazione da Bankitalia. Con riferimento alla possibilità di un aumento pari a "oltre il 60%" del prelievo locale sulle abitazioni principali, contenuto nella Relazione annuale della Banca d'Italia, fonti della Banca d'Italia spiegano che "per leggere correttamente il dato è necessario tener conto del fatto che l'incremento del 60% è quantificato sulla base di un valore di partenza molto basso, cioè quello del 2013, quando la tassazione patrimoniale sull'abitazione principale era stata soppressa per le abitazioni non di lusso". Data la sostanziale cancellazione dell'Imu nel 2013, il prelievo nel 2014, spiegano ancora fonti di Bankitalia, "sarà necessariamente più alto: se ciascun capoluogo applicasse un'aliquota pari al 2,5 per mille, il prelievo complessivo crescerebbe di oltre il 60 per cento rispetto al 2013, mentre nell'ipotesi di applicazione della Tasi ad aliquota base, il prelievo aumenterebbe di circa il 12 per cento (rimanendo comunque ben al di sotto del livello registrato nel 2012)".

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