Def, Padoan: Punti di vista diversi con Ue, ma regole rispettate
"Con la Commissione partiamo da punti diversi in grande trasparenza"

Il rapporto Pil/deficit al 2 per cento "lo riteniamo sufficiente a considerare l'Italia in una situazione conforme alle regole". Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, intervistato da 'la Stampa' sgombra così il campo dalle polemiche da molti ventilate, circa le tensione con la Ue in merito alla prossima approvazione del nuovo Def da parte di Bruxelles. "Con la Commissione partiamo da punti di vista diversi in grande trasparenza" aggiunge il ministro. Una bocciatura della richiesta italiana di flessibilità aggiuntiva "è un'ipotesi che non prendiamo in considerazione perché adotteremo un saldo di bilancio coerente con le regole e gli accordi europei" ribadisce Padoan. Sulle coperture in legge di Stabilità per il taglio dell'Irpef nel 2018, massima cautela: "E' nel nostro cronoprogramma. Valuteremo se ci sono le condizioni per programmarlo già con questa legge di bilancio". Padoan è poi categorico circa le ipotesi di subentro a Matteo Renzi, in caso di vittoria del no al referendum: "Non sussiste neanche come ipotesi". Su piano Mps Padoan glissa: "Ho assoluta fiducia che funzionerà". Infine in merito alla vendita di Banca Etruria e delle altre tre banche poste in risoluzione lo scorso novembre, il cui termine scade oggi, Padoan conferma: "Il termine verrà prorogato e ci sarà un margine di tempo sufficiente a completare il processo di vendita".
 

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