Def, approvata risoluzione di maggioranza: stop aumento Iva e accise
Il ministro Tria alla Camera: "Essenziale l'impegno sul debito". E sull'Eurozona: "Serve profonda riforma, gravi inadeguatezze"

La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza al Def, accettata dal governo, con 330 sì, 242 no e 4 astenuti. Ok anche dal Senato con 166 voti a favore e 127 contrari. Bocciati gli emendamenti delle opposizioni.

La risoluzione impegna il governo "ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco della clausole di salvaguardia inerenti l'aumento delle aliquote Iva e delle accise su benzina e gasoli", "ad individuare le misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio ed a riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio 2019-2021". Inoltre "a presentare al Consiglio europeo e alla Commissione europea il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma formulati in armonia con l'indirizzo politico-economico emerso dal programma di governo presentato al Parlamento per la fiducia" e "ad individuare gli interventi prioritari necessari per dare attuazione alle linee programmatiche indicate dal presidente del Consiglio dei ministri".

DEBITO - Tanti gli argomenti toccati dal ministro Giovanni Tria nella sua replica alla discussione generale sul Def. Primo fra tutti il capitolo debito. "L'impegno sul debito è essenziale ed è condizione di forza per rivendicare per l'Italia e per l'Europa tutta, come una svolta, la decisione di considerare le spese per investimenti diversamente dalla spesa corrente: è una scelta per cui i tempi sono ormai maturi", ha sottolineato il ministro. Nel quadro macroeconomico del Documento, ha spiegato Tria,  si nota che il debito "inizierebbe un chiaro percorso discendente", una "evoluzione che è bene non mettere a repentaglio", perché "il consolidamento bilancio è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati finanziari, imprescindibile per tutelare i risparmi italiani e ottenere una crescita stabile". 

DEFICIT ED EUROPA - "In stretta collaborazione con la Commissione europea e nel rispetto degli impegni europei e della normativa italiana, si individuerà il percorso più adeguato all'attuale contesto economico e al perseguimento dell'obiettivo di contenimento di riduzione del rapporto debito/Pil", ha precisato Tria, che non ha mancato di sottolineare la necessità di riformare alcuni meccanismi che regolano le istituzioni europee. "La nostra azione in Europa - ha affermato il titolare del Mef - deve essere volta verso una profonda riforma delle istituzioni economiche che governano l'Eurozona". "Permettemi di sottolineare le gravi inadeguatezze che caratterizzano l'attuale equilibrio istituzionale europeo, vi sono chiari problemi sul piano del coordinamento necessario nella politica economica e le politiche di bilancio". Invece "è necessario che l'architettura economica che governa l'area valutaria comune sia indirizzata la crescita e la convergenza".

INVESTIMENTI - Per Tria, inoltre, "gli investimenti pubblici materiali e immateriali sono la chiave per ottenere quel di più di crescita con un quadro di finanza pubblica coerente con l'impegno di riduzione del rapporto debito e Pil".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata