Davos, Draghi: Con la crisi i 4 anni più lunghi della mia vita

Davos (Svizzera), 27 gen. (LaPresse) - Quelli dall'inizio della crisi finanziaria del 2008 "sono stati i 4 anni più lunghi della mia vita, il tempo è sembrato dilatarsi". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo al World economic forum di Davos. Tuttavia il presidente dell'Eurotower ha voluto ricordare il miglioramento della situazione delle banche, che hanno dovuto ristrutturarsi per rispondere alle turbolenze finanziarie. Negli ultimi due anni, ha spiegato, "molto di positivo è accaduto sul mercato, le banche hanno più capitali e meno debiti e sono più immuni alle questioni che hanno scatenato la crisi". Inoltre Draghi ha ricordato quanto fatto anche dalla Bce per evitare il credit crunch, con il ricorso a finanziamenti a lungo termine per gli istituti. "Abbiamo evitato una stretta creditizia", ha affermato, anche se "non siamo in grado di capire se questi fondi siano andati a finanziare l'economia reale".

Draghi ha posto l'accento su gli spread governativi, che sono stati "il motore più importante che ha portato i governi a fare le riforme". Secondo l'ex governatore della Banca d'Italia, "per molti anni gli spread non hanno assolutamente rispecchiato i diversi livelli di rischio dei vari bond governativi" perché erano "nel complesso tutti molto bassi". Dopo la crisi finanziaria del 2008, invece, "tutto ad un tratto sono diventati superiori al rischio effettivo". Draghi ha chiarito che negli ultimi anni si è assistito "a un accumulo di leva finanziaria sia eccessivo sia scorrettamente percepito".

Ancora, parlando al Forum di Davos, il presidente della Bce ha esortato a "raggiungere nuovi obiettivi" per risolvere la crisi. Prima di tutto accelerare al Consiglio Ue del 30 gennaio con il patto di bilancio, il cosiddetto 'fiscal compact'. Il patto fiscale nell'Ue "è importante per ricostruire e ripristinare la fiducia" e "speriamo che il Consiglio di fine mese possa fare un passo importante in questa direzione", ha detto Draghi. Tuttavia, anche per ridurre gli spread, il presidente dell'Eurotower ha sottolineato che "è inevitabile che i Paesi raggiungano il consolidamento fiscale", ma anche che "molti non stanno crescendo e ciascuno ha bisgno di un pacchetto di riforme strutturale da intraprendere".

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