Da inizio anno 51mila immigrati. Governo: rimpatri proseguono

Roma, 28 set. (LaPresse) - "Dall'inizio di quest'anno sono sbarcati nelle Isole Pelagie 51.596 cittadini extracomunitari su un totale di 60.656 sbarchi totali sulle coste italiane nel 2011". Così esordisce il sottosegretario all'Interno, Sonia Viale, durante l'informativa urgente del governo sulla situazione a Lampedusa. Il governo riferisce che nell'isola non sono presenti cittadini stranieri irregolari "da quando è attivo il nuovo accordo" e che "sono stati rimpatriati a Tunisi 841 extracomunitari clandestini".

Inoltre l'Italia rispetta i testi dei trattati internazionali per la tutela dei diritti dell'infanzia e infatti viene sottolineato, nel corso dell'informativa, che "tutti i minori presenti sull'isola sono stati imbarcati sulla nave Palladio, diretta a porto Empedocle, per essere trasferiti presso una struttura ricettiva a Borgetto, in provincia di Palermo". Il governo è impegnato nel contrasto all'immigrazione irregolare e "il piano di rimpatrio prosegue e non subirà rallentamenti" ma il sottosegretario Viale precisa anche che "nella gestione del fenomeno immigrazione, il governo italiano ha sempre messo in primo piano la salvaguardia della vita umana in mare".

Negli ultimi mesi sono stati numerosi, infatti, gli interventi italiani anche al di fuori della zona di competenza "laddove non intervenivano i paesi convenzionalmente competenti" come ha più volte ribadito la Viale nel corso dell'informativa. Le iniziative e le attività che il Viminale ha attuato sino ad ora per far fronte alle emergenze sbarchi, si collocano, come sottolinea il sottosegretario all'Interno "nel solco della tradizione politica italiana in materia di immigrazione, che è tra le più avanzate in Europa" e sono in linea con "le previsioni del Patto europeo sull'immigrazione e sui diritti d'asilo". Sugli atti vandalici degli ultimi giorni a Lampedusa il governo ha espresso la sua solidarietà all'isola "per il suo spirito di accoglienza".

Però l'emergenza che da tempo sta affrontando il governo "non è solo una questione da affrontare a livello nazionale, ma è una crisi geopolitica che comprende tutta l'Europa" afferma la Viale che lancia un messaggio, in aula alla Camera, alla Ue sottolineando che è "un dovere di tutti gli Stati membri aiutare i Paesi sottoposti ad una particolare pressione migratoria come è l'Italia oggi, non solo con un'equa ripartizione degli oneri ma anche con l'assunzione di responsabilità dei singoli stati".

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