Da ArcelorMittal Marcegaglia e AcciaItalia due offerte per l'Ilva
In ballo ci sarebbe anche una terza offerta dopo il passo indietro del gruppo turco Erdemir

Due offerte sul banco per l'acquisto dell'Ilva. A presentarle ArcelorMittal e Marcegaglia e la newco AcciaItalia di Arvedi, Cdp e Delfin. I primi nella loro proposta annunciano l'intenzione di aumentare la produzione di acciaio grezzo dagli attuali 4,8 milioni di tonnellate all'anno a oltre 6 milioni entro il 2020, mantenendo operativi almeno tre altiforni. Le due società segnalano inoltre l'intenzione di procedere con un importante programma di investimenti, volto ad aumentare i livelli di produttività e a migliorare le prestazioni dal punti di vista della salute e della sicurezza. "Puntiamo a investire per migliorare il mix di prodotto, la qualità e la produttività in modo da riportare lo stabilimento alla profittabilità. Nel lungo termine, valuteremo incrementi nel volume della produzione basati sulla domanda del mercato e sulla performance dell'asset", spiega Geert Van Poelvoorde, ceo di ArcelorMittal. "Il nostro consorzio, basato su una relazione industruiale di lungo termine, combina la forza e le competenze di gestione del leader mondiale ed europeo nell'industria dell'acciaio con quelle di Marcegaglia, che includono una conoscenza e una presenza uniche nei mercati a valle italiano ed europeo", aggiunge Antonio Marcegaglia, presidente e ceo di Marcegaglia.

AcciaItalia Spa - società partecipata da Acciaieria Arvedi Spa (22,20%) come socio industriale e da Cassa depositi e prestiti Spa (44,50%) e DelFin Sarl (33,30%) come soci finanziari - ha presentato un'offerta finalizzata a consentire la partecipazione alla prima fase della procedura per il trasferimento dei complessi aziendali di Ilva Spa. La società si pone l'obiettivo di partecipare alle fasi successive della procedura per la cessione del primo gruppo italiano per la produzione di acciai piani in Italia e fra i principali operatori del settore in Europa. AcciaItalia, società di recente costituzione, è gestita da un consiglio di amministrazione composto da tre membri e presieduto dal cav. Giovanni Amedeo Arvedi, presidente di Finarvedi Spa e fondatore del Gruppo Arvedi di Cremona).

Secondo i rumors in ballo ci potrebbe essere anche una terza offerta, successivamente al passo indietro dei giorni scorsi nei giorni scorsi del gruppo turco Erdemir.

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